Un poemetto, diventato anche uno spettacolo di teatro civile, scritto e interpretato da Ugo De Vita e presentato alla Camera dei deputati, alla presenza della mamma di Luana D’Orazio. Che ribadisce: “I lavoratori sono persone, non numeri, e hanno vari diritti, tra cui quello di tornare a casa”. Nicola Fratoianni: “Non sono tragedie, sono omicidi veri e propri”.
Numeri agghiaccianti e indegni di un Paese civile, quelli delle morti sul lavoro che in Italia si susseguono ormai da anni a livelli costanti. E molto spesso, risulta impossibile derubricarli a incidenti o tragedie, come poi dimostrano le inchieste su ciò che accade nelle fabbriche di tutta il territorio nazionale. Colpa anche e soprattutto dei pochi controlli, dovuti ad un numero insufficiente di ispettori, ma anche di alcune normative che, negli anni, ne hanno minato fortemente l’efficacia. A denunciarlo è Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che alla Camera ha ospitato Emma Marrazzo, la mamma di Luana D’Orazio, la giovane operaia tessile morta il 3 maggio 2021, stritolata da un orditoio a cui era stato rimosso un dispositivo per la sicurezza, allo scopo di aumentare la produzione.
Insieme a loro, l’attore, doppiatore e autore di teatro civile Ugo De Vita, che ha scritto in memoria di Luana D’Orazio un poemetto diventato il testo per uno spettacolo, L come Luana, che racconta gli ultimi giorni della 22enne, dai timori per la propria incolumità, manifestati apertamente anche alla madre poco prima della sua morte, fino a quella drammatica mattina del 3 maggio 2021. A pochi giorni dal 1° maggio e dal quinto anniversario della morte di Luana, poco sembra essere cambiato per la sicurezza dei lavoratori in Italia.
“Il 1° maggio non deve più essere solo una celebrazione, i lavoratori devono scendere in campo e ribadire i loro diritti. I diritti sacrosanti di essere portati degnamente, perché la Festa dei lavoratori non deve essere una festa così, campata in aria. Con i fatti e con i loro diritti, di lavorare, di avere uno stipendio dignitoso e di tornare a casa” – ha spiegato Emma Marrazzo, madre di Luana D’Orazio – “C’è un’emergenza e bisogna intervenire subito. Si interviene su tutti i tipi di guerra, questa è una guerra vera e propria e va rispettata come tale. I morti sul lavoro non sono numeri, voglio ribadire che sono persone“.
“Siamo di fronte a una guerra civile contro il lavoro. Non sono tragedie, non sono incidenti, sono omicidi veri e propri. Servirebbe una politica, una politica che riduca la catena dell’appalto e del subappalto, che aumenti le ispezioni e gli ispettori sul lavoro, che non avverta le aziende dieci giorni prima dell’ispezione” – il punto di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Servirebbe una politica che rimetta al centro la dignità del lavoro, prima ancora della sicurezza, perché la sicurezza del lavoro deriva dalla dignità del lavoro. E se non si interviene in questa direzione, continueremo a contare la tabella infinita di una guerra, non di una tragedia“.


