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Ecco il Manuale di economia ecologica e politiche ambientali del Prof. Tommaso Luzzati

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Una guida, ora disponibile anche in lingua italiana e in un’edizione ancora più ricca e aggiornata, preziosa per offrire una visione diversa e innovativa di sviluppo, salute e sostenibilità. 

Una nuova edizione, ancora più ricca e aggiornata, del Manuale di economia ecologica e politiche ambientali, a cura del professor Tommaso Luzzati, docente di Economia politica all’Università di Pisa. L’opera è stata presentata ufficialmente alla Camera dei deputati, grazie all’iniziativa dell’onorevole Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle, alla presenza di altri importanti esponenti politici, istituzionali e accademici. Il Manuale presenta diversi concetti in cui ambiente ed economia, natura e salute, One Health ed economia circolare sono strettamente intrecciati per offrire una visione diversa e innovativa di sviluppo, benessere e sostenibilità.

Abbiamo presentato questo Manuale di economia ecologica in Parlamento, perché chiaramente parliamo di transizione ecologica ma anche di politiche da mettere in atto” – ha spiegato l’onorevole Patty L’Abbate – “Qualcosa deve cambiare, quindi dobbiamo insegnare ai nostri studenti (ma abbiamo da imparare anche noi parlamentari), quali sono le politiche da attuare e con quali metodi innovativi“.

Questa è la versione italiana di un più ampio Manuale di due colleghi spagnoli e ci tengo a citare il professor Joan Martinez-Alier, uno dei fondatori della disciplina che ormai ha una certa età. Questo Manuale ha avuto un grande successo in Sud America, io insegno da almeno venti anni Economia ecologica e ho pensato che fosse importante avere a disposizione questo strumento” – ha illustrato il professor Tommaso Luzzati – “Da un lato contiene alcuni aspetti tecnici, dall’altro è anche estremamente divulgativo e il tema nodale è l’approccio dell’economia ecologica, che incentra la propria analisi non solo sulle misure di tipo monetario ma anche sui flussi di materia“.

Il professor Tommaso Luzzati è colui che ci sta conducendo verso quella che può essere definita contabilità ambientale, quindi fisica, e non solo monetaria” – ha aggiunto la deputata Patty L’Abbate – “Questo è importante perché ci rendiamo conto che alla base di tutto ci sono le nostre risorse, che sono limitate, e che a volte, con lo sfruttamento e l’inquinamento, andiamo a deteriorare“.

Tutto il tema complessivo è che più energia abbiamo, e maggiore sarà la quantità di prelievi di materia che riusciamo a sostenere. Questo, però, come rovescio della medaglia, comporta enormi quantità di emissioni, senza contare gli sprechi. Noi abbiamo sprechi materiali incredibili per cui, riducendo la quantità di materia e avendo una decrescita materiale, si potrebbero ottenere enormi co-benefici anche in termini di benessere e di riduzione dell’orario di lavoro” – ha specificato poi l’autore del Manuale di economia ecologica e politiche ambientali – “Tutti i giorni, noi buttiamo degli oggetti che potrebbero durare molto di più e questo significherebbe anche lavorare meno, inquinare meno, avendo lo stesso valore o anche un valore superiore. C’è questa difficoltà a comprendere che una decrescita materiale ha dei benefici enormi in termini di benessere e salute“.

Ci tengo a sottolineare che qui parliamo di sostenibilità anche dal punto di vista economico, e di supportare anche le imprese a fare delle variazioni. Anche le imprese possono avere un ritorno economico, magari diminuendo quella quantità di materie prime che in precedenza utilizzavano, oppure diminuendo quelle che potevano essere le distanze e le emissioni in atmosfera andando a recuperare le materie prime magari da un’altra parte del mondo” – torna poi a spiegare l’onorevole L’Abbate – “Il tema, qui, è che dobbiamo applicare metodi e politiche che siano realmente innovativi”.

L’Economia ecologica cerca di recuperare quella frattura, che nella nostra testa c’è, tra ambiente/natura e noi. Invece dobbiamo convincerci che viviamo all’interno di un ambiente. Faccio una battuta: il colore dell’ambiente non è il verde, ma il grigio, il colore tipico delle città in cui viviamo” – ha aggiunto il professor Tommaso Luzzati – “Tanto più l’ambiente è sano, in base anche al concetto di One Health, tanto più sarà migliore la qualità della nostra salute e delle nostre vite. L’economia ecologica è proprio incentrata sull’idea di ricollocare l’uomo in un ambiente naturale, piuttosto che vivere separati rispetto alla natura. Chiaramente, con questo approccio si va poco lontano“.

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