1 punto su 3 di quelli campionati risultano oltre i limiti per l’inquinamento. Il bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2026 di Legambiente.
Il mare e i laghi italiani sono sempre più in sofferenza a causa di maladepurazione e crisi climatica. Il bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2026, le due campagne estive di Legambiente, mostra le condizioni del Mare Nostrum e dei bacini. Su 391 campionamenti effettuati su acque marine e lacustri in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge per inquinamento, ossia oltre 1 campione su 3.
A pesare sul loro stato di salute sono la crisi climatica – che rende il Mediterraneo sempre più caldo e abbassa il livello dei laghi – e la maladepurazione, un problema ancora troppo diffuso nel Paese. Foci di fiumi, canali e torrenti che sfociano in mare o nel lago si confermano i punti critici: su 188 foci campionate il 54% è risultata inquinata o fortemente inquinata.
Tra i punti cronici e della “vergogna” ci sono la foce del Musone, sulla costa adriatica delle Marche, risultato fortemente inquinato negli ultimi 6 anni, con unica eccezione nel 2024; e quello di Aci Trezza, in Sicilia in provincia di Catania, che risulta oltre i limiti dal 2020. Tra i bacini lacustri, esposto lo striscione “Che Vergogna”, sul Lago di Sabaudia, in provincia di Latina, con 3 prelievi su 3 risultati “fortemente inquinati”.
Anche in aree lontane da foci o scarichi, la qualità delle acque non è delle migliori: il 15% dei campioni prelevati direttamente in mare o nelle acque lacustri, sono risultati oltre i limiti di legge con il 5% inquinati e il 10% fortemente inquinati.
Preoccupa, inoltre, l’assenza di cartelli informativi alle foci dei fiumi: nel 70% delle foci monitorate nella sola campagna di Goletta Verde non sono stati trovati cartelli con divieto di balneazione.
Oltre all’inquinamento e alla maladepurazione, mare e laghi si trovano a fare i conti con la crisi climatica. Secondo Legambiente negli ultimi sei anni dal 2020 al 2025 la media da maggio a settembre di ogni anno della temperatura della superficie del Mar Mediterraneo non è mai scesa sotto i 24°C.
Nell’entroterra, invece, tra i laghi in maggior sofferenza a causa della siccità prolungata e delle alte temperature, ci sono il Lago di Iseo cheha perso in soli 42 giorni, dal 12 giugno al 24 luglio, più del 79% del volume invasato e il Lago Maggiore e di Como che ha perso il 76%.
A quarant’anni dal lancio della campagna Goletta Verde e a ventuno dalla prima edizione di Goletta dei Laghi, Legambiente ricorda l’urgenza di adeguare l’Italia alla normativa europea in materia di acque reflue e di agire per affrontare le sfide della crisi climatica.
“In Italia oltre i 500 agglomerati urbani, dove esistono 14 milioni di abitanti equivalenti, scaricano i propri reflui fognari direttamente nei fiumi, nei laghi e nei mari senza alcun trattamento. Questo sta costando all’Italia decine di milioni di euro di multa all’Europa, ogni sei mesi, per il mancato rispetto della direttiva sulla depurazione delle acque reflue”, dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
“Chiediamo al Governo Meloni – aggiunge Ciafani – di varare un piano nazionale sulla depurazione per permettere a tutti i fiumi di diventare balneabili come lo è diventata la Senna a Parigi grazie agli investimenti delle Olimpiadi del 2024″.


