Lettera aperta di Marevivo: "Silenzio assordante ma la plastica minaccia la nostra esistenza"

Lettera aperta di Marevivo: “Silenzio assordante ma la plastica minaccia la nostra esistenza”

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“La conferenza di Ginevra, che avrebbe dovuto avviare un trattato internazionale sulla regolamentazione della produzione di plastica, è stata un fallimento e nessuno ne parla.” Con una lettera aperta la Fondazione ambientalista Marevivo denuncia quello che definisce un “silenzio assordante” sul tema.

“Ben 184 Paesi erano presenti. Ma una decina si sono opposti. Tanto è bastato per far naufragare un accordo che avrebbe potuto segnare una svolta storica per il futuro dell’umanità,”sottolinea Marevivo.

L’associazione ricorda che quella della presenza in mare della plastica è un’emergenza planetaria. Infatti la maggior parte delle microplastiche ingerite dall’uomo proviene proprio dagli oceani dove la plastica finisce come rifiuto e termina per entrare nella catena alimentare. Si moltiplicano infatti gli studi che dimostrano la presenza di plastica nelle arterie, nel cervello e nei feti umani.

Queste piccole particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, sono invisibili a occhio nudo ma tutt’altro che innocue: proprio le dimensioni microscopiche ne fanno un vettore privilegiato per sostanze tossiche come interferenti endocrini, molecole cancerogene e batteri. Un numero crescente di ricerche svolte negli ultimi anni, ne ha segnalato la presenza pressoché in ogni prodotto o alimento. Dai frutti di mare al sale marino ai pesci, dal miele alle acque potabili sono tante le possibilità di portarle nel piatto o nel bicchiere.

La presenza di plastica in mare è così diffusa che si organizzano delle operazioni di recupero come quelle mirate a pulire i fondali dalle reti fantasma abbandonate dai pescatori che danneggiano i fondali e si degradano. Il progetto Blue Days, realizzato da Marevivo in collaborazione con le amministrazioni locali, punta sulla formazione della popolazione riguardo l’impatto che le azioni umane possono avere sull’ambiente, tanto come contributo all’inquinamento quanto in termini di impatto positivo. Il progetto prevede anche la rimozione delle reti che, nel lungo periodo rilasciano microplastica che, una volta inghiottita dai pesci, arriva nella catena alimentare umana.

L’associazione cita, nello specifico, una ricerca condotta dalla professoressa Margherita Ferrante dell’Università di Catania che “ha documentato la presenza di nanoplastiche negli occhi dei pesci, che perdono progressivamente la vista. È lecito chiedersi: e se succedesse anche agli esseri umani? Se un bambino – generato da cellule già contaminate, custodito in una placenta compromessa e allattato con microplastiche – nascesse cieco, cosa diremmo? Cosa faremmo?”

Sul perché nessuno parli del tema Marevivo individua nel potere delle lobby della plastica una spiegazione: “Le lobby della plastica – dalla chimica al petrolio, dalla grande distribuzione all’industria alimentare – sono tra le più potenti al mondo. Nessuno è disposto a perdere terreno. Ma chi sta difendendo la salute pubblica? Chi sta proteggendo i nostri figli?”

La lettera termina con un appello: “Chiediamo ai media, alla politica, alla società civile di aprire gli occhi, superare l’indifferenza e trattare la crisi da plastica per ciò che è: una vera e propria minaccia esistenziale. Il tempo è scaduto.”

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