Mercosur, ultimo voto prima del via definitivo ma i trattori tornano a Bruxelles

Mercosur, ultimo voto prima del via definitivo ma i trattori tornano a Bruxelles

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L’accordo col Mercosur è al rush finale, sebbene sia stato ratificato in Paraguay il 17 gennaio, deve adesso ottenere il voto favorevole nel Parlamento di Strasburgo. La Francia guida il gruppo di paesi contrari al trattato di libero scambio, insieme ad Austria, Irlanda, Polonia e Ungheria, trattato che conta però con la maggioranza qualificata per l’ok definitivo.

Proprio l’opposizione all’accordo minaccia di ricorrere alla Corte di giustizia europea. Qualora questo ultimo tentativo dovesse fallire, per fine 2026 l’accordo potrebbe essere operativo ed entrare in vigore dopo 25 anni di negoziati.

L’Italia è uno dei paesi con maggiori scambi col Sudamerica, Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay compongono lo spazio di libero scambio che, se venisse aperto all’Europa, comporterebbe per il nostro paese un aumento dell’export stimato in 14 miliardi. Un volano per la nostra crescita in un momento in cui si torna a parlare di guerra di dazi con gli Stati Uniti, stavolta non a causa di presunti disavanzi tra import ed export con gli Usa, ma per via della contesa della Groenlandia.

Intanto però il mondo degli agricoltori non è ancora soddisfatto, Confagricoltura ha annunciato di volere tornare in piazza perché le garanzie messe in campo dalla Commissione europea non sono ancora sufficienti:

“Siamo a Strasburgo per continuare la nostra mobilitazione iniziata a dicembre a Bruxelles. Come Confagricoltura stiamo chiedendo accordi commerciali equi.- ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa-  Stiamo chiedendo quelle risorse economiche necessarie per poter garantire la sicurezza alimentare in Europa. L’Europa è nata sul settore primario e noi vogliamo mantenere un’Europa che investa sull’agricoltura, sui suoi agricoltori. Vogliamo garantire cibo sicuro: siamo pronti a farlo, ma abbiamo bisogno degli strumenti ed è questo che stiamo chiedendo alle istituzioni europee. Sono convinto che ci ascolteranno”.

E i trattori tornano a Bruxelles. Sul tavolo vi è ancora il problema della concorrenza sleale costituita dall’impossibilità di imporre ai paesi sudamericani le stesse regole vigenti all’interno dell’Unione

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