Metro C ultimata per il Giubileo, quello del 2033

Metro C ultimata per il Giubileo, quello del 2033

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La metro C sarà ultimata in tempo per il Giubileo, sì il Giubileo straordinario del 2033. Dopo aver subito il taglio lineare imposto a tutti i Ministeri dal ministro dell’Economia e delle Finanza, Giancarlo Giorgetti, il prolungamento dell’opera da piazzale Clodio alla Farnesina, la tratta T1, ha riottenuto i fondi necessari per essere ultimata; 425 milioni di euro.

Lo stanziamento è contenuto in un emendamento alla legge di Bilancio, come ha confermato il sindaco Roberto Gualtieri.

Permettetemi di ringraziare il Governo e tutto il Parlamento che si è battuto per ripristinare questo finanziamento che consentirà di proseguire i lavori della metropolitana, di non interromperli“, ha dichiarato Gualtieri a margine della presentazione dell’opera murale che ricopre i silos di piazza Venezia ad opera dell’artista Pietro Ruffo.

Per il 2033, anno in cui si celebrerà il Giubileo straordinario della Redenzione, per il bimillenario della redenzione di Cristo, i due capolinea dovrebbero essere l’attuale Montecompatri-Pantano, a sud est, e Farnesina a nord ovest della città.

Intanto è slittata a settembre 2025 l”apertura della tratta che da San Giovanni porta a ColosseoFori Imperiali passando per Porta Metronia. Solo nel 2030 dovrebbe vedere la luce la stazione Venezia. Il sindaco di Roma ha assicurato che dopo il Giubileo del 2025 riprenderanno i lavori per ultimare le tratte a nord della città.
Rimangono così due tratte; la T2, che va da piazza Venezia a piazzale Clodio, e come detto la T1, da piazzale Clodio a Farnesina, passando per l’Auditorium parco della Musica. Se per la tratta T2 il progetto definitivo è in procinto di essere approvato, per la T1 il progetto non è stato ancora realizzato.

La metro C è la terza linea metropolitana di Roma, la prima driverless ovvero senza conducenti nelle vetture, dopo la B aperta negli anni ’50 e la linea A aperta negli anni ’80. come riportato da MetroC Spa: “Per l’intero tracciato da Monte Compatri – Pantano a Clodio – Mazzini saranno impiegati 1,83 milioni di metri cubi di calcestruzzo e 285 mila tonnellate di acciaio di armatura per cemento armato. Si prevede anche lo scavo di 4,4 milioni di metri cubi di materiale, poco meno dei 5 milioni registrati per la realizzazione del Tunnel della Manica. Di questi, 585 mila mc saranno realizzati con modalità archeologica: oltre il doppio rispetto ai 250 mila mc dello scavo archeologico più grande d’Europa.”

La linea C ha una storia travagliata poiché inizialmente avrebbe dovuto essere ultimata per il Giubileo del 2000. In realtà, a causa di diverse varianti approvate e dei molti reperti archeologici ritrovati, ha subito dei rallentamenti che, se tutto andrà come programmato, permetteranno di sancire la fine dei lavori nel 2033.

Nel frattempo il Campidoglio ha rispolverato l’idea di realizzare la quarta linea metropolitana cittadina, la linea D. Il tracciato, nella prima formulazione del 2007, prevedeva 22 stazioni in 20 chilometri di percorso che avrebbero collegato il nord est della capitale con il sud, in particolare il tracciato andava da via Ugo Ojetti, in zona Prati Fiscali, al piazzale dell’Agricoltura, all’Eur, passando per piazza Venezia, il cantiere della linea C nella piazza prevede già lo scambio tra due linee nel sottosuolo.

L’assessore Eugenio Patané ha annunciato il finanziamento della revisione del progetto che dovrebbe portare a valutare la fattibilità sia tecnica che economica dell’opera che, presumibilmente, dovrebbe essere realizzata in collaborazione con dei privati. Patané ha però già bocciato il primo accordo di project financing, che prevedeva la realizzazione della linea D a carico di privati a cui sarebbero andati tutti i proventi dei biglietti oltre a un canone annuo pagato dal Campidoglio pari a 150 milioni di euro per 20 anni. Un accordo che non conviene alla città. Appare però molto difficile che Roma possa fare tutto da sola, vista la penuria di fondi propri e statali accordati alla capitale.

 

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