Moda, arriva il primo abito da sera fatto con la CO2 di un’acciaieria

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L’azienda utilizza la tecnologia Carbon Smart per catturare l’anidride carbonica da un’acciaieria cinese e trasformarla in poliestere. Greenwashing o no?

Un abito da sera da donna fatto di CO2. A realizzarlo è stato Inditex, proprietario del gruppo Zara che grazie a una particolare tecnologia è riuscita a realizzare un vestito da sera nero per donna utilizzando un tessuto particolare ricavano dalla lavorazione dell’anidride carbonica sottratta dall’atmosfera.

L’azienda che ha inventato l’abito fatto di CO2, Zara, è uno dei più grandi marchi di moda del mondo e produce circa 800 milioni di vestiti ogni anno. Il materiale più utilizzato per la produzione di Zara è il poliestere, la fibra che, con i tanti lavaggi domestici, contribuisce all’inquinamento da microplastiche degli oceani. Da qui la necessità di porre un rimedio.

La tecnologia alla base dell’abito anti-inquinamento si chiama Carbon Smart e funziona così: le emissioni di CO2 di una acciaieria cinese vengono catturate e grazie all’utilizzo di particolari batteri e a una fermentazione microbica, vengono trasformate in etanolo. Successivamente l’etanolo viene trasformato in glicole monoetilenico e infine in poliestere.

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Il progetto è frutto di una collaborazione tra la proprietaria del marchio Zara, l’azienda spagnola e LanzaTech (una compagnia dedicata al riciclo di carbonio), e l’azienda indiana India Glycols Limited.

L’abito da sera prodotto in questo modo combatte l’inquinamento in due modi: attraverso la cattura e la trasformazione della CO2 ma anche grazie al fatto che il tessuto con cui è fatto è perfettamente riciclabile. Alla fine della vita dell’abito, infatti, questo se opportunamente trattato può essere riconvertito e trasformato in altri abiti.

Si tratta di una tecnologia che viene già utilizzata in diversi ambiti. Aziende di coda come Lululemon e On stanno utilizzando il particolare materiale per la produzione di pantaloni da yoga o scarpe da corsa. E non solo la moda è interessata al prodotto.

La Migros svizzera, infatti, sta pensando di sostituire la plastica utilizzata per prodotti quali bottiglie, bicchieri e contenitori di detersivi con un preparato che utilizza lo stesso sistema di raccolta e lavorazione della CO2. E stanno studiando la questione anche altre multinazionali come Unilever e L’Oreal.

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