Fino al 3 agosto 2025, al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, la mostra “Bugs’ Life” per incontrare gli animali invertebrati residenti nelle foreste dell’Africa. L’entomologo Barbieri: “Ecco crostacei, molluschi e insetti del Continente Nero”.
Sensibilizzare alla tutela degli animali invertebrati residenti nelle foreste dell’Africa. Questo l’obiettivo della mostra “Bugs’ Life” in programma al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, nella Provincia Autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige, dal 14 giugno al 3 agosto 2025. Attraverso una passeggiata nelle serre dell’edificio, adulti e bambini possono incontrare crostacei, molluschi e insetti.
Dieci i terrari e quattro le teche, in un vero e proprio percorso tematico con finalità didattiche, divulgative ed educative, con la fauna selvatica degli scrigni di biodiversità del Continente Nero. Non a caso, proprio qui, tra la vegetazione rigogliosa del sottobosco, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo questi misteriosi animali, seppur poco conosciuti, intraprendono una lotta per la sopravvivenza, attraverso il camuffamento e il mimetismo.
Ed ecco allora la chiocciola gigante africana (Achatina achatina) che pesa fino a un chilo, la cimice gigante assassina (Psyttala horrida) che spruzza veleno per cacciare i predatori, lo scarabeo profumato (Dicronorhina derbyana) che emana un aroma fruttato, l’insetto stecco metallizzato del Madagascar (Achrioptera manga) che possiede un corpo dai colori blu e rosso e il millepiedi gigante africano (Archispirostreptus gigas) che, attraverso le sue 265 zampe, può superare i 34 centimetri di lunghezza.
“Le specie animali scelte per le loro caratteristiche ecologiche testimoniano complessità e ricchezza della natura dell’Africa. Prede e predatori, più spesso entrambe le cose, che propongono una rassegna di armi e di difese diverse a seguito di milioni di anni di dura competizione in uno degli scrigni di biodiversità più importanti del pianeta Terra. Gli esemplari esposti, e voglio sottolinearlo, non sono stati prelevati in natura, bensì sono stati allevati nel rigoroso rispetto del loro benessere a seconda delle normative internazionali vigenti. Animali che, non essendo pericolosi né per l’essere umano né per l’ambiente, alleviamo e studiamo con successo da anni“, commenta l’entomologo Francesco Barbieri.


