Oltre 20.000 persone residenti in Italia, dopo avere firmato la petizione di Humane World for Animals, chiedono lo stop alla vendita della carne di cane in Cina.
Stop alla produzione, alla commercializzazione e al consumo della carne di cane in Cina. A chiederlo sono oltre 20.000 persone residenti in Italia dopo avere firmato la petizione di Humane World for Animals. Obiettivo della sottoscrizione è, tra le altre cose, la chiusura del controverso Festival di Yulin, nel Paese del Dragone, in calendario ogni 21 giugno, con migliaia di cuccioli catturati, picchiati e torturati per festeggiare il solstizio d’estate.
Un orrore che, oggi più che mai, non può e non deve essere tollerato, soprattutto per motivi sanitari. Già, perché tra i banconi del mercato i cani destinati al macello, attraverso l’interazione con i pipistrelli, potrebbero contribuire al propagarsi di nuovi virus con conseguenze catastrofiche per l’intero Globo. Proprio per questo le adesioni raccolte in giro per il pianeta Terra, ben 180.000, contro una tradizione anacronistica, barbara e crudele sono già negli uffici governativi di Yulin. E non finisce qui.
Il 56,41% delle persone residenti in Italia, inoltre, secondo un sondaggio di Humane World for Animals condotto a giugno 2025 con 976 interviste, considera la messa al bando della vendita della carne di cane tra gli obiettivi più importanti di questo momento storico. Dati pubblicati, tra le altre cose, in occasione del primo evento digitale dell’organizzazione non governativa (ONG) nata il 14 febbraio 2025 – in passato il suo nome era Humane Society International/Europe (HSI/Europe).
Carne di cane in Cina, Davide Acito (APA): “Così salvo i cuccioli dal massacro”
“Dieci anni fa, durante un viaggio in treno in Svizzera, trovo un quotidiano. Dopo averlo sfogliato, mi colpisce la notizia di una persona impegnata nel salvataggio di oltre cento cani dal Festival di Yulin, in Cina. Evento, però, di cui ignoro l’esistenza. Proprio per questo, dopo essere tornato a casa, faccio una ricerca sul web e resto sconvolto. Ed ecco allora che parto per il Paese del Dragone e mi fingo un blogger per avere più informazioni. Attraverso la collaborazione con altri attivisti per i diritti degli animali, faccio la prima missione. Ben 400 i primi cani strappati alla mattanza. Nasce, dunque, Action Project Animal (APA), all’epoca un movimento e oggi un’organizzazione non governativa (ONG). Un sogno diventato realtà. In un decennio già mille i cuccioli salvati dal macello, già 250 i cuccioli riusciti a trovare una casa e già 400 i cuccioli ospitati in un rifugio“, racconta a Teleambiente il Presidente di Action Project Animal (APA), Davide Acito.


