Sarà proiettato nei cinema, in una versione ridotta, il nuovo video della LAV in favore delle adozioni di animali. Il documentarista Paolo Sodi ha realizzato il documentario intitolato My Soul in collaborazione con la Lega Anti Vivisezione.
Il cortometraggio lungo sei minuti è stato girato in un canile abruzzese e consente a chi guarda di immedesimarsi nella sofferenza provata dai cani in queste strutture. L’opera racconta “il senso di attesa vissuto dagli animali nei canili.
Protagonista del video è Milos, uno dei tanti cani accuditi dalla LAV e in cerca di una famiglia. La sua attesa di un pasto, o di una carezza dei volontari invita lo spettatore ad osservare la vita in canile dal suo punto di vista.
La LAV ricorda, nel suo dossier sul randagismo, che nonostante il numero dei cani nei canili in Italia abbia registrato una flessione in alcuni casi significativa, a questa però non sempre corrisponde un sostanziale aumento delle adozioni, al Sud e nelle Isole le presenze sono ancora decisamente rilevanti.
Per arginare il fenomeno la LAV chiede campagne di microchippatura e di sterilizzazione rivolte anche ai cani dei privati; oggi principale fonte che alimenta il randagismo, campagne di promozione delle adozioni e di sensibilizzazione al corretto rapporto umani e animali a partire dalle scuole.
“Questo spot punta l’obiettivo laddove nessuno solitamente guarda, perché è doloroso interiorizzare il senso di vuoto e frustrazione che caratterizza una vita fatta di prigionia e attesa perenne. – afferma Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV– La realtà dei canili viene solitamente percepita e raccontata in relazione ai momenti di attività, non ai momenti di vuoto che, purtroppo, rappresentano quasi interamente la giornata tipo dei cani che ci vivono.
Abbiamo quindi voluto creare una narrativa diversa, che trasmettesse più efficacemente il punto di vista degli
animali, e una call to action che sensibilizzasse anche contro l’acquisto di cani, una delle principali cause di affollamento dei canili
Milos, il cane protagonista, arriva da una situazione maltrattamento e abbandono, così come tutti i cani di cui LAV si prende cura, hanno alle spalle un passato da dimenticare. Il paradosso è che chi ha compiuto soprusi su di loro è a piede libero, mentre loro sono in gabbia senza colpa. Con questo spot vogliamo coinvolgere lo spettatore nel mondo interiore di questi cani, portarli a scoprire le loro storie e scegliere tra loro un compagno di vita.”


