Gli stipendi in Italia sono bloccati da 30 anni, mentre l’inflazione continua a salire. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane sta crollando, ma i salari non vengono adeguati al costo della vita. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato tre proposte di legge per risolvere emergenze sociali come il lavoro povero, con misure che potrebbero essere finanziate con una patrimoniale sui redditi più alti e sugli extraprofitti di banche e colossi energetici.
Con gli stipendi ormai bloccati in Italia da oltre 30 anni, e un’inflazione che non sembra volersi arrestare, il potere d’acquisto delle famiglie italiane continua drammaticamente a scendere. Il costo della vita sale senza sosta, mentre gli stipendi non aumentano, ed è per questo che Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato lo Sblocca stipendi, un insieme di tre proposte per adeguare i salari all’aumento dell’inflazione. In un Paese in cui la ricchezza complessiva aumenta, ma riguarda un numero di persone e imprese sempre più ristretto, Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato ufficialmente, anche alla stampa, tre proposte di legge che riguardano l’istituzione di un salario minimo legale, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, e la reintroduzione di un meccanismo di indicizzazione delle retribuzioni.
Misure, queste, che potrebbero essere finanziate anche da una patrimoniale, o contributo di solidarietà, sui redditi più alti e sugli extraprofitti di banche e aziende energetiche. Una proposta di giustizia sociale in un Paese dove 62 super ricchi detengono in tutto 240 miliardi di euro e in cui istituti di credito e colossi dell’energia, negli ultimi tre anni, hanno registrato extraprofitti per oltre 200 miliardi.
“Siamo di fronte a una emergenza che ormai sta diventando insostenibile: gli stipendi sono fermi al palo, il costo della vita aumenta, il potere di acquisto si impoverisce, gli italiani e le italiane non ce la fanno più e anche l’economia soffre, perché si riduce la domanda interna” – ha spiegato Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e segretario di Sinistra Italiana – “Proponiamo l’adeguamento all’inflazione, automatico e annuale, degli stipendi pubblici e privati. Questa è una soluzione concreta, chiediamo al governo di discuterne e chiediamo a tutti gli altri partiti di opposizione di costruire su questo una battaglia comune“.
“La manovra economica che la presidente Meloni proporrà in Parlamento è profondamente iniqua dal punto di vista sociale. Il taglio delle tasse di cui lei sta parlando in questi giorni non verrà usufruito dal 72% dei contribuenti, invece premierà i grandi redditi, addirittura fino a 200 mila euro. Noi invece vogliamo affrontare la grande questione e la grande emergenza sociale del lavoro povero e degli stipendi bassi” – il punto di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde – “Intendiamo farlo attraverso una proposta che, a differenza delle premier Meloni, sui redditi fino a 50 mila euro prevede un aumento mensile di 175 euro. Quella della presidente Meloni, invece, una cifra pari al costo di una tazzina di caffè“.


