Il 10 e l’11 ottobre Narni (Tr) ospita la decima edizione del Festival della Sociologia. Circa 50 panel, in cui centinaia di ospiti, tra addetti ai lavori e non, parleranno di sociologia, nel senso più ampio, riflettendo sull’attualità. Perchè la sociologia non è un sapere accademico, ma è una pratica viva.
A Narni (Tr) è stata presentata ufficialmente la decima edizione del Festival della Sociologia, in programma nella città umbra il 10 e l’11 ottobre.
Due giorni, in cui Narni, con circa 50 eventi, tornerà ad essere il cuore pulsante della sociologia nazionale ed internazionale.
Centinaia di ospiti, tra addetti ai lavori e non, saranno protagonisti in 4 location: Teatro Manini, Casa del Popolo, Auditorium San Domenico e Sala Digipass.
Il tema di questa decima edizione ‘Sentirsi in società. Attenzione, cura e sostenibilità’ assume significati particolari, anche alla luce della situazione internazionale che stiamo vivendo.
A Teleambiente è intervenuta la direttrice artistica del Festival, la professoressa Sabina Curti: “Il tema nasce dall’edizione precedente che era incentrata sulla questione delle disuguaglianze, dal quale abbiamo appreso il fatto che tutti i conflitti, come ogni tipo di relazione, hanno a che fare con la questione delle disuguaglianze e con la questione dell’ingiustizia”.
“Da lì – ha spiegato Curti – ci siamo resi conto che, di fronte a queste questioni che sono anche fin troppo attuali nei fatti che stiamo vivendo in questo periodo storico, le persone, sia a livello individuale, sia a livello collettivo, reagiscono con un senso di impotenza e alienazione”.
“Analizzeremo quindi – ha sottolineato la prof.ssa Sabina Curti – quali sono le reazioni che individui e collettività hanno rispetto a questa situazione. La cura, l’attenzione e la sostenibilità sono le tre parole chiave che noi abbiamo individuato per declinare il tema del ‘Sentirsi in società’ che non ha a che fare certamente con l’essere perfettamente integrati, essere perfettamente coesi, ma ha a che fare invece con una constatazione, un punto incontrovertibile che quello del fatto di essere immersi in una serie di relazioni”.
“Queste relazioni – ha precisato Curti – possono essere relazioni conflittuali, come vediamo, possono essere relazioni di dominio, di potere, di prevaricazione. L’obiettivo è quindi quello di capire in che modo, le pratiche ‘prestare attenzione’, ‘ricevere attenzione’, ma anche ‘prestare cura’ e ‘ricevere cura’, così come la possibilità di rendere queste pratiche sostenibili, possa essere un modo per andare a ricomporre quei conflitti, ricomporre quelle relazioni e permettere alla società di resistere, rispetto all’autodistruzione, rispetto all’individuo isolato e all’individualismo”.
“Resistere – ha aggiunto Sabina Curti sempre a Teleambiente – anche rispetto al consumo e al consumismo”.
“Dietro – ha concluso Curti – c’è anche la questione di un’idea di Occidente, anche come storia sociale, storia delle relazioni, storia di una cultura di contaminazione, non solo di guerra e di atrocità, come stiamo vedendo in questi giorni qui, anche se purtroppo è anche questo”.
Prima della conferenza, a Palazzo Sacripanti, sede narnese di UniPg, alla presenza dell’assessore comunale al Festival della Sociologia, Giovanni Rubini è stata affissa la targa dell’ Associazione Festival della Sociologia.

L’ente associativo che organizza e promuove la kermesse, ha sede proprio a Palazzo Sacripanti e, con questo riconoscimento, radica e consolida, ancora di più, il filo che unisce Narni al ‘suo’ Festival.
Un festival che è sempre più vicino al territorio che lo ospita e che da dieci anni valorizza le associazioni locali, con cui ogni anno crea sinergie.
Un appuntamento cucito su questa città e sulle sue realtà peculiari.
Tra queste c’è la Corsa all’Anello.

“La Corsa all’ Anello – ha sottolineato la presidente dell’omonima associazione, Patrizia Nannini, presente al tavolo – è un microcosmo che vive di regole ed emozioni proprie, in parallelo a quello reale. Al suo interno i fenomeni sociali, le interazioni tra le persone e, tra le persone e le istituzioni, la cultura e le dinamiche interne, arrivano a influenzare comportamenti e organizzazione sociale, anche nella vita reale”.
“Il tema della decima edizione del Festival – ha concluso Patrizia Nannini – può aiutarci a capire questi processi, per gestirli al meglio, e soprattutto può aiutarci ad avere cura di noi stessi e del nostro microcosmo”.
Al termine della conferenza stampa c’è stata anche l’apertura della mostra ‘Presenze d’Arte Contemporanea’, curata da Mariacristina Angeli, presidente dell’ Associazione MinervaArte e visitabile al San Domenico, fino a domenica 12 ottobre.

“Il tema di quest’anno – ha affermato la curatrice Angeli – ci permette di mettere in relazione il territorio con il Festival. Il tema dell’Attenzione, della Cura e della Sostenibilità, rientra nella mission delle azioni compiute giornalmente dal Terzo Settore”.
“Una mostra – ha spiegato Mariacristina Angeli – che fa comprendere il valore delle differenze e ci induce a vedere ‘oltre’ senza sovrastrutture e pregiudizi”.
“Le installazioni artistiche ambientali a tema – ha continuato Angeli – sono molto concettuali e lasciano trasparire, più o meno velatamente, il profondo disagio di fronte a tanta disumanità”.
Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito ufficiale www.festivalsociologia.it


