Non c’è solo lo spreco alimentare tra le conseguenze negative delle festività di Natale: un altro aspetto critico riguarda anche il calo della qualità della raccolta della frazione organica. Per ottenere un (assolutamente necessario) compost di qualità, tuttavia, è possibile seguire alcune semplici, buone pratiche di separazione dei rifiuti e di raccolta corretta dell’umido. Ecco i consigli del Consorzio Italiano Compostatori (CIC).
Non c’è solo lo spreco alimentare tra le conseguenze negative delle festività natalizie, come tra l’altro denuncia ogni anno la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima). Un aspetto molto critico riguarda anche il calo della qualità della raccolta dell’umido, in un periodo in cui la produzione di rifiuti alimentari subisce un’importante impennata. A denunciarlo è l’ultimo rapporto del Consorzio Italiano Compostatori (CIC): la purezza media nazionale della frazione organica è scesa al 93,6%, con un campione su sei che non raggiunge la soglia minima del 90%.
La conseguenza è la mancanza di un compost di qualità, risorsa strategica ed essenziale per la fertilità dei suoli e per il verde urbano. Uno scarto gestito male, che dovrebbe essere una risorsa, rischia di diventare l’ennesimo costo ambientale ed economico. I motivi sono diversi, ma principalmente riconducibili a imballaggi solo in apparenza compostabili, sacchetti non idonei e stoviglie non certificate.
Anche per questo è fondamentale non solo ridurre gli sprechi alimentari, ma anche scegliere materiali compostabili certificati e separare correttamente i rifiuti organici. Le buone pratiche, pubblicate ogni anno dal Consorzio CIC, restano assolutamente valide, sono semplici da seguire e garantiscono una perfetta raccolta dell’umido. Avanzi di cibo, scarti di frutta e verdura e gusci di uova, crostacei o frutta secca possono essere gettati nell’umido, ma attenzione a non inserire anche parti di materiali non biodegradabili che possono rimanere attaccati al cibo. Stesso discorso vale per piatti, bicchieri e posate monouso, che devono riportare chiaramente la certificazione di compostabilità (UNI EN 13432). Spiedini e stuzzicadenti possono essere conferiti nell’umido, ma solo se in legno naturale, così come i tovaglioli di carta bianchi. Questi ultimi, se colorati e non compostabili, vanno gettati nell’indifferenziato. Attenzione anche ai falsi riutilizzabili, come stoviglie e posate in plastica.
Il discorso può essere esteso anche ai sacchetti, che ugualmente devono essere certificati come compostabili, ai materiali contaminati come materiali non compostabili ma sporchi di grasso o con residui alimentari. Resta essenziale, ma questa è una buona pratica da seguire tutto l’anno, utilizzare contenitori separati per raccogliere le diverse tipologie di rifiuti. Allo stesso modo, è bene seguire le buone pratiche per ridurre lo spreco alimentare, consumando quanto prima gli avanzi o congelando ciò che non può essere consumato subito.
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