Nel 2026 mangeremo le banane siciliane bio, parola di Chiquita

Nel 2026 mangeremo le banane siciliane bio, parola di Chiquita

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Arriveranno nei supermercati nel 2026 le prime banane siciliane Chiquita. La multinazionale ha scelto di investire nella cooperativa isolana Alba Bio.

La cooperativa è nata nel 2002 da tre produttori, nel 2016 diventa OP (Organizzazione di Produttori). Oggi vanta una produzione annuale di 15mln kg di alimenti bio venduti in Italia e Europa.

D’altronde era solo questione di tempo, grazie all’innalzamento della temperatura media nel Sud Italia da anni sempre più cooperative coltivano frutti tropicali come mango, avocado, lime e frutta della passione. Il vantaggio della produzione è l’abbattimento dei tempi di distribuzione e la certezza di una coltivazione realmente biologica che alza il valore economico del frutto.

Adesso anche una grande multinazionale fiuta l’affare e investe nel settore biologico. 20mila piante di banano, varietà Cavendish, sono pronte per essere messe a dimora ne territori di Marina di Ragusa e tra Marsala e Campobello di Mazara.

Le banane riporteranno la dicitura “prodotto italiano”in etichetta, in questo modo Chiquita tenterà di conquistare i consumatori italiani attenti alla sostenibilità e all’origine del cibo che acquistano.

 

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“Per Chiquita – commentato il direttore commerciale di Chiquita in Italia, Costabile Romano, al Corriere della Sera– questa iniziativa rappresenta una duplice opportunità: da un lato, rafforzare il legame con i consumatori italiani, che hanno una forte sensibilità per l’origine dei prodotti e che da sempre considerano Chiquita un vero e proprio love brand, grazie alla presenza storica del marchio nel Paese e alla fiducia costruita in decenni di rapporti con famiglie e negozianti; dall’altro, contribuire a valorizzare la produzione locale inserendola in un contesto internazionale. La banana “Prodotto Italiano” non è solo un’etichetta, ma una dichiarazione d’intenti: vogliamo che chi deciderà di sceglierla percepisca subito il legame tra un marchio globale di fiducia e l’eccellenza agricola italiana”.

Rimango però alcuni nodi da sciogliere riguardo la sostenibilità del prodotto. Le banane richiedono una grande quantità di acqua, disponibile ai tropici ma scarsa in una Regione in costante emergenza siccità. Inoltre qualcuno solleva la paura che investimenti ingenti di uno dei principali distributori mondiali di banane gettino le basi per la creazione di una monocultura nell’isola a discapito della collaborazione con i produttori locali e della biodiversità.

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