Zohran Mamdani, a 34 anni, è il primo sindaco musulmano della storia di New York. Ma soprattutto, è l’astro nascente dell’ala più a sinistra del Partito democratico statunitense. Convinto sostenitore della giustizia sociale e climatica, nel suo programma ha dichiarato di voler potenziare l’edilizia popolare e scolastica, l’efficienza energetica, le comunità energetiche rinnovabili e il trasporto pubblico gratuito. E lo farà aumentando (appena) al 2% la tassazione nei confronti dei super ricchi.
Zohran Mamdani, 34 anni, è il nuovo sindaco di New York ed è anche il primo musulmano della storia a ricoprire tale incarico. Non solo: il nuovo, primo cittadino della Grande Mela è figlio di immigrati, nato in Uganda da padre ugandese e madre indiana e trasferitosi negli Stati Uniti all’età di sette anni. Tutti aspetti da sottolineare, ma non salienti come il fatto che a vincere in una città piena di milionari sia stato un esponente della corrente più a sinistra del Partito democratico.
Grazie ad un programma chiaro e ad una comunicazione molto efficiente, Zohran Mamdani è riuscito a convincere non solo i giovani, la base del suo elettorato, ma anche gli stessi super ricchi che vorrebbe tassare di più per finanziare le misure da improntare a New York. La netta affermazione elettorale, con oltre il 50% dei voti, arriva grazie alle proposte di voler rendere la città più vivibile da ogni punto di vista, a cominciare da quello economico. Convinto socialista, Zohran Mamdani fa parte di quella schiera di politici che credono che la giustizia sociale e quella climatica debbano andare di pari passo. E il suo programma, dalla forte valenza sociale e anche ambientale, lo dimostra, a cominciare dai progetti di mobilità sostenibile.
Dopo l’esperimento positivo nel Queens, il suo quartiere di origine e collegio elettorale, Mamdani punta a potenziare il trasporto pubblico locale, garantendo il servizio gratuito. Allo stesso tempo, il nuovo sindaco di New York punta a calmierare i prezzi degli affitti ma anche della spesa, lanciando un progetto di supermercati comunali. E ancora: asili nido e scuole materne gratuite, investimenti nell’edilizia popolare ed efficienza energetica. Un programma ambizioso che potrà essere finanziato aumentando al 2% la tassazione nei confronti dei newyorchesi che guadagnano più di un milione di dollari all’anno.
Nella città che vanta più milionari al mondo, Zohran Mamdani sembra aver fatto breccia, almeno in parte, anche sui super ricchi. Se fino a un anno fa il giovane astro nascente democratico era praticamente uno sconosciuto, oggi ha vinto anche contro le minacce di Donald Trump, che lo aveva definito un “comunista” e un “antisemita“, e che aveva apertamente appoggiato Andrew Cuomo. L’ex governatore di New York, una volta perse le primarie democratiche contro Mamdani, si era candidato come indipendente e aveva ricevuto l’endorsement del presidente degli Stati Uniti, che ha anche minacciato di non inviare più fondi federali a New York in caso di vittoria di Mamdani.
Il nuovo sindaco di New York, a conferma delle sue idee, aveva invece ricevuto l’endorsement di esponenti di spicco della sinistra statunitense, come Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders. Al di là della vicinanza politica, a vincere sono state le idee: non solo socialiste, ma anche e soprattutto ambientaliste. Di fronte alla crisi abitativa e alle classi pollaio, problemi che affliggono anche la Grande Mela, Mamdani ha proposto di migliorare l’efficienza energetica delle scuole e delle case, favorendo anche la realizzazione di comunità energetiche rinnovabili. Per lui, infatti, la crisi climatica non è solo una questione ambientale, ma anche sociale ed economica.
Grazie all’istituzione di nuove comunità energetiche, che coinvolgeranno almeno 500 scuole pubbliche, Mamdani punta anche a rendere gli istituti scolastici più confortevoli, dotandoli di sistemi moderni di climatizzazione. Ma anche a potenziare la resilienza climatica di New York, con una maggiore prevenzione di fronte agli effetti della crisi climatica come ondate di calore o alluvioni. Tutti progetti che potrebbero, secondo il nuovo sindaco, creare 15 mila nuovi posti di lavoro. Da grande sostenitore delle rinnovabili, Mamdani è stato sempre contrario ai sussidi verso i combustibili fossili e il suo piano di costruire 200 mila nuove case, sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, rientra proprio in questo ambito. Finanziare tutte queste misure con una tassazione progressiva e più equa risponde alle idee del socialista Mamdani, per cui i fondi pubblici dovrebbero andare a sostenere l’edilizia popolare e scolastica e il trasporto pubblico locale e non, come avvenuto finora, a finanziare l’edilizia di lusso e le aziende energetiche private.


