Piano Clima, entro il 2040 emissioni ridotte del 90%, ma si può arrivare all'80%

Piano Clima, entro il 2040 emissioni ridotte del 90%, ma ci si può fermare all’80%

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Ambizioso ma flessibile, l’accordo trovato in Europa prevede il taglio delle emissioni prodotte nell’Unione del 90% entro il 2040.

Il Consiglio dell’Ambiente ha raggiunto la mediazione, votata a maggioranza qualificata, grazie anche alla possibilità di conteggiare un 5% di crediti di carbonio vantati nei Paesi che non fanno parte dell’Unione europea. Con la possibilità di acquistare un ulteriore 5% di “crediti domestici”, questo significa che l’obiettivo minimo è fissato all’80%, salvo ulteriori aggiustamenti resi possibili a seguito di una valutazione biennale della Commissione della legge sul Clima.

L’Italia si ritiene soddisfatta della mediazione ottenuta, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha affermato che è stato riconosciuto “che le istanze che portavamo avanti come Italia insieme ad altri Paesi erano rilevanti, importanti ed equilibrate.”

Si tratta, -continua Pichetto Fratin- della “prima volta che si porta in una proposta di parte normativa i biofuel, quindi i biocarburanti, l’Italia ha dato disponibilità non solo a passare dal 3% al 5% dei crediti di carbonio internazionali, ma anche di inserire poi in fase di revisione un ulteriore 5% da valere su quelli che sono i crediti domestici e naturalmente tutta una serie di altre valutazioni che riguardano sia la parte di commercio internazionale che era oggetto, che è stato oggetto del Consiglio Europeo dei Leader, che le istanze che sono pervenute dai vari paesi sono state accolte e per tanto si è trovato un buon accordo.”

Parzialmente soddisfatto anche il Pd, : “L’accordo è un fatto eccezionale, che dobbiamo abbracciare in termini positivi, non tanto per questa generazione, ma per le future generazioni. Afferma Marco Simiani, deputato del Partito democratico.

L’elemento che ci preoccupa particolarmente, riguarda sugli aspetti industriali, perché con il sistema di flessibilità, questa revisione biennale che il governo ha richiesto all’Europa, crea il pericolo che l’Italia
possa, in questo caso, rimanere in mezzo al guado.

Protestano le associazioni ambientaliste come il WWF che ricorda come l’obiettivo della riduzione del 90% in realtà si riduca a meno dell’85% delle emissioni rispetto al 1990:  “Gli Stati membri sostengono di aver concordato un obiettivo del 90%, ma si tratta solo di un gioco di prestigio. Una volta eliminate le compensazioni e il potenziale uso strumentale dell’assorbimento del carbonio, la cifra reale sarà inferiore all’85%. L’UE dovrebbe dare l’esempio, non sfruttare le scappatoie”, afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

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