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Ddl nucleare, ok della Camera. Pichetto: “Primi reattori nel 2034-2035”

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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, grande promotore del ritorno dell’Italia all’energia atomica, ha spiegato di non temere l’esito di un eventuale, terzo referendum popolare sulla materia. Dall’opposizione, ira di Avs: “Perché il governo ha detto no al nostro emendamento che puntava a vietare il nucleare per usi militari?”.

La palla ora passa in Senato, ma intanto il governo incassa l’ok della Camera per il disegno di legge delega sul nucleare (con 155 sì, 88 no e otto astenuti). Molto soddisfatto il principale sostenitore del Ddl, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che dopo il voto in una conferenza stampa, accanto al relatore e collega di Forza Italia, il deputato Luca Squeri, ha annunciato di puntare all’ok del Senato entro la pausa parlamentare estiva e ai decreti attuativi entro la fine di quest’anno.

Con il Ddl delega sul nucleare, al governo spetterà la definizione di tempi e modi di un ritorno dell’Italia all’energia atomica. Un nucleare che viene definito sostenibile, ma che riguarda non solo la promettente, ma ancora molto remota, tecnologia della fusione, ma anche e soprattutto gli impianti a fissione di terza generazione avanzata e di quarta generazione, come i reattori modulari. Che probabilmente, non saranno small modular reactors, ma avranno dimensioni maggiori. Secondo una stima del ministro Pichetto, che non teme l’esito di una eventuale, terza consultazione referendaria degli italiani sul nucleare, i primi reattori modulari potranno essere disponibili in Italia tra il 2034 e il 2035. Solo il tempo potrà dire se si tratta di una previsione realistica o troppo ottimista.

È un momento importante perché si tratta dell’avvio delle procedure per riportare in Italia un quadro giuridico che ci permetta, a partire dal prossimo decennio, di produrre energia da fonte nucleare. Una fonte pulita, una fonte decarbonizzata, che va ad integrare quello che è il percorso che abbiamo definito di avanzamento delle rinnovabili” – ha spiegato Gilberto Pichetto Fratin al termine della conferenza stampa indetta dopo il voto alla Camera – “Con i decreti attuativi andiamo avanti, di pari passo naturalmente con la legge delega, utilizzando tutto un sistema di conoscenze che si è formato in questi tre anni con la Piattaforma sul nucleare sostenibile“.

Le opposizioni, però, non ci stanno. Alleanza Verdi e Sinistra, in particolare, ricorda che l’urgenza di intervenire sul caro energia per famiglie e imprese non si concilia con i tempi di definizione, programmazione e realizzazione del nucleare, e polemizza anche sul caso dell’emendamento sospeso dalla maggioranza con cui si chiedeva un divieto netto all’applicazione per usi militari.

Oggi la destra ha fatto carta straccia della volontà popolare di 55 milioni di italiani, che con ben due referendum avevano detto no al nucleare. Vogliono il nucleare, una energia estremamente costosa, per continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Bloccano le rinnovabili, è il segno del fallimento della strategia energetica di Giorgia Meloni. Ma la cosa grave è che hanno detto no a un emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra che chiedeva di fermare l’uso militare del nucleare. Hanno detto no, chiediamo a Giorgia Meloni: che intenzioni hai, di fare un utilizzo anche militare del nucleare? Si è scritta una pagina nera, oggi, della storia della democrazia nel nostro Paese” – l’affondo di Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Esiste il nucleare di oggi, che presenta grandissimi problemi: la lunghezza, la durata e i costi per realizzare le centrali. Pensate che in Francia i corsi sono passati da tre a venti miliardi di euro per centrale. Questo lo tengono nascosto agli italiani e noi diciamo chiaramente, anche a Giorgia Meloni che attraverso i suoi ministri vuole stimolare noi a fare il referendum per trasformarla in una sorta di propaganda politica per loro: ci sarà un referendum, sarà il voto delle prossime elezioni politiche quando vinceremo, manderemo a casa questa destra e costruiremo una politica energetica per gli italiani, per ridurre il costo dell’energia che oggi non è stato ridotto. Giorgia Meloni ha portato le bollette ad essere stratosferiche, facendo fare profitti alle lobby energetiche ma rendendo più poveri gli italiani“.

La destra italiana è sempre la stessa, si scandalizzano quando chiediamo di tassare i super ricchi ma non si fanno problemi a tassare la maggioranza degli italiani e delle italiane con il caro energia. In questi anni hanno fatto questa scelta: potevano investire sulle energie rinnovabili, che sono più sicure, più pulite, più democratiche e meno costose” – il punto di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato di Avs – “Hanno fatto una scelta diversa e oggi, con questa scelta, l’ennesima propagandista sul nucleare, hanno confermato di essere contro gli interessi del Paese. Altro che patrioti, sono loro i primi ad essere contro l’interesse nazionale“.

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