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L’Italia entra nell’Alleanza Ue per il nucleare

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L’annuncio arriva dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Da osservatori passiamo ad essere veri e propri attori, perché la scelta del governo va in questa direzione”.

L’Italia entra nell’Alleanza Ue per il nucleare. L’adesione sarà ufficialmente comunicata il prossimo 16 giugno, in occasione del Consiglio Energia in Lussemburgo. Lo ha annunciato Gilberto Pichetto Fratin, sabato scorso, a Pianeta 2030, il festival del Corriere della Sera tenutosi a Milano. L’Italia, che finora ha partecipato alle riunioni dell’Alleanza per il nucleare come Paese osservatore, assumerà un ruolo da maggiore protagonista. “Passiamo da osservatori a veri e propri attori, perché c’è una scelta del governo in questa direzione. Oggi consumiamo 310 miliardi di kilowattora e la previsione è che già nel 2040 saremo a 600 miliardi. Da qualche parte, quindi, dobbiamo produrre l’energia. Il nucleare è integrativo, non alternativo“, ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Un’intenzione ribadita anche nel corso di una visita alla sede della Società Italiana Esperienze Termoidrauliche (Siet), a Piacenza. “Viviamo in un momento storico in cui le sfide ambientali non possono essere più rimandate. La decarbonizzazione dell’economia, la riduzione delle emissioni climalteranti e la garanzia della sicurezza energetica passano anche, e soprattutto, attraverso il lavoro che si svolge in centri come questo. L’Italia, attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e con il supporto delle risorse del PNRR, ha tracciato una traiettoria ambiziosa, ma realistica, per ridurre le emissioni, aumentare la produzione da fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica e investire su tecnologie pulite” – ha spiegato Gilberto Pichetto – “In questo quadro, la SIET ha saputo interpretare il proprio ruolo con visione e capacità di innovazione, contribuendo non solo all’industria dell’energia ma anche alla costruzione di una nuova cultura della sostenibilità“.

SIET, società presieduta da Giorgio Graditi (che è anche, come è noto, direttore generale di ENEA), si occupa di vari ambiti, tra cui due assolutamente cruciali per la transizione energetica: l’idrogeno e il nucleare. “Il centro di SIET ha un ruolo concreto nello sviluppo e nel mantenimento di know-how specialistico italiano. Le prove sperimentali qui condotte supportano non solo le politiche di ricerca, ma anche le imprese italiane coinvolte nella filiera, offrendo un vantaggio competitivo importante in Europa e nel mondo” – ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – “Per questo, come Ministero, intendiamo valorizzare questi asset, sia sul piano nazionale che in sede europea, anche attraverso nuove sinergie con università, enti di ricerca e industria. Siet, con la sua lunga esperienza nella sperimentazione in ambito nucleare, può giocare un ruolo chiave nel contribuire a un percorso che dovrà essere rigoroso, trasparente e guidato dalla scienza“.

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