Esposto di cinquanta persone alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento per la cattura, la scomparsa o l’uccisione di 69 orsi tra il 2000 e il 2024.
Ancora polemiche sulla gestione degli animali selvatici a Trento, nella Provincia Autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige. Cinquanta persone hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento per la cattura, la scomparsa o l’uccisione di 69 orsi tra il 2000 e il 2024. A sottoscrivere il documento è stato l’avvocato Rosa Rizzi dopo avere raccolto le firme dei cittadini. Tre, in particolare, i plantigradi citati nella missiva contro la Provincia Autonoma di Trento: l’orso M90 abbattuto a febbraio 2024 dopo avere inseguito una coppia di ragazzi a Mezzana, l’orsa KJ1 ammazzata a luglio 2024 dopo avere ferito un escursionista a Dro e l’orso M91 ucciso a dicembre 2024 dopo avere tallonato un villeggiante a Molveno.
Secondo le cinquanta persone firmatarie dell’esposto, l’Amministrazione Provinciale gestita da Maurizio Fugatti potrebbe avere una “colpevole responsabilità, soprattutto sotto il profilo omissivo, per non avere seguito i dettati delle sentenze del Consiglio di Stato sostenute anche dalla recente modifica della Costituzione Italiana, la quale, all’articolo 9, nella parte dedicata ai principi fondamentali, affida allo Stato il compito di disciplinare con legge di rango primario la tutela degli animali, sottoponendo l’eventuale uccisione degli stessi alla rigida previsione della legge dello Stato, in conformità ai dettami della legge unionale, in primis la Direttiva numero 92/43/CEE, cioè la Direttiva Habitat“.
Trentino, l’etologa Chiara Grasso: “Ecco cosa fare se si incontrano gli orsi”
Visitare il Trentino-Alto Adige significa immergersi nella natura più incontaminata. Ma cosa fare se si incontra un orso? È meglio scappare via o mantenere la calma? E perché è necessario portare i cani al guinzaglio durante le escursioni naturalistiche? A rispondere a queste domande è l’etologa Chiara Grasso: “Ricordiamoci sempre che il bosco, prima di essere la nostra palestra di allenamento oppure il nostro hobby, è la casa degli animali. Quando un esemplare ci attacca, spesso lo fa per difendersi. Fondamentale, di fronte a un grosso mammifero come un plantigrado, evitare di farci vedere come una minaccia. Non siamo, però, neanche una preda, quindi, non bisogna correre, perché fa scatenare nell’animale selvatico l’istinto di rincorrerci“.
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Necessario, in caso di contatto fisico, restare fermi: “Se vediamo un orso durante un’escursione naturalistica, manteniamo la calma, indietreggiamo lentamente ed eventualmente mettiamoci su un’altura. Con tranquillità gli lanciamo dei “no” e dei “vai via” secchi. Se un plantigrado si mette sulle zampe posteriori, non lo fa per attaccare bensì per controllare meglio il territorio circostante. A quel punto non dobbiamo lanciargli pietre, zaini o bastoni. Soltanto se il mammifero arriva a un contatto fisico, ci sdraiamo per terra con le mani sul collo e stiamo fermi“.


