Oli minerali usati, transizione energetica, verde urbano, Mar Mediterraneo – Tg Ambiente

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In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Rigenerazione oli minerali usati, l’Italia batte Europa; 2) Per gli italiani la transizione energetica è una grande opportunità; 3) Verde urbano, il progetto “Riforestazione” fa tappa a Palermo; 4) Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo, oltre 5° sopra la media

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Rigenerazione oli minerali usati, l’Italia batte Europa: Con il 100% della raccolta e oltre il 98% di rigenerazione, la filiera italiana degli oli minerali usati, guidata dal consorzio CONOU, conferma ampiamente il proprio ruolo di leadership nel mercato UE, dove la media è ferma al 61%. Lo afferma il Rapporto di Sostenibilità 2024 del Consorzio, presentato nel corso di un evento a Roma. Il report, per la prima volta certificato anche nella analisi Life Cycle Assessment, sottolinea anche la crescita delle quantità raccolte: 188mila tonnellate contro le 183 mila tonnellate del 2023, nonostante il calo del 2% del mercato grazie all’impulso dei concessionari a recuperare ovunque anche l’ultima goccia.

2) Per gli italiani la transizione energetica è una grande opportunità: La transizione ecologica fa bene all’ambiente, all’economia e ai cittadini. È questo il messaggio che arriva dall’ultimo sondaggio Ipsos, presentato durante l’Ecoforum sull’economia circolare organizzato da Legambiente, Kyoto Club e Nuova Ecologia. Per il 79% degli intervistati la transizione ecologica porta con sé benefici ed elementi positivi. In particolare, per il 34% è fondamentale per la salvaguardia del pianeta; per il 24% è utile per abbassare il costo dell’energia/le bollette per famiglie e imprese; per il 22% è il futuro, le aziende che non lo comprendono prima o poi saranno fuori mercato, e porterà ad avere prodotti migliori, più sicuri per la salute. Cresce anche la fiducia nei green jobs, con il 40% degli intervistati convinto che aumenteranno. Sul fronte energia, gli italiani chiedono a gran voce più rinnovabili: il 47% vuole più incentivi, il 36% procedure più snelle per realizzare gli impianti. E sul nucleare? Una bocciatura sonora: il 91% non vuole centrali vicino casa, giudicate troppo costose e con benefici troppo lontani nel tempo. Dall’Ecoforum arrivano anche tre proposte concrete al Governo: velocizzare gli iter per gli impianti di riciclo, semplificare le regole per il riuso dei materiali e rafforzare i controlli ambientali contro l’illegalità. “L’economia circolare è un’eccellenza italiana e crea lavoro, innovazione e risparmi per tutti”, dice il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani. Gli fa eco il vicepresidente del Kyoto Club, Francesco Ferrante, che sottolinea: “Altro che crisi del green, le aziende più sostenibili sono sane, crescono e danno futuro all’economia italiana”. Il messaggio è chiaro: gli italiani la transizione ecologica non la vedono come un problema, ma come una grande opportunità.

3) Verde urbano, il progetto “Riforestazione” fa tappa a Palermo: Dopo il lancio nazionale a Roma, tappa a Palermo per “RiforestAzione”, progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il sostegno di Axpo Italia e Pulsee Luce bGas. L’iniziativa, che rientra nella Missione 2 del PNRR, ha l’obiettivo di sensibilizzare le comunità locali sull’importanza del verde urbano come strumento di adattamento ai cambiamenti climatici, miglioramento della qualità della vita e rigenerazione ecologica. L’obiettivo per Palermo è la piantumazione di oltre 370.000 piante su un’area dislocata tra sette comuni: Marineo, Belmonte Mezzagno, Corleone, Contessa Entellina, Bisacquino, Gratteri e Isnello. Nel rispetto della logica che ispira l’intero piano, vedrà protagonisti alberi adeguati all’ecosistema locale.

4) Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo, oltre 5° sopra la media: Nel Mar Mediterraneo è in corso un’ondata di calore marino senza precedenti per il periodo: in alcune zone le acque hanno toccato addirittura 5 gradi in più rispetto alla media stagionale, come mostrano i dati satellitari del servizio europeo Copernicus. Il colore predominante è il rosso scuro, che simboleggia l’elevata temperatura delle acque. Tra le aree più colpite, il Mar Tirreno, il Mediterraneo orientale e il Mar delle Baleari. Numeri impressionanti arrivano anche dalla baia di Malaga, in Spagna, dove l’acqua che di solito a giugno è intorno ai 18 gradi, è salita fino a 25,7 gradi. E la situazione, avvertono gli esperti, peggiora giorno dopo giorno. Le conseguenze non sono solo sott’acqua. Più il Mediterraneo è caldo, più si carica di energia che poi verrà restituita. Un mare più caldo significa eventi meteorologici estremi, come tempeste e nubifragi sempre più violenti, ma anche problemi diretti per l’ambiente e l’economia. Fioriture algali, morie di cozze e acciughe in fuga verso acque più fredde mettono a rischio la pesca e il turismo. Ma non è tutto. I nostri mari si stanno popolando di specie aliene invasive, mai viste prima o fino a poco tempo fa rarissime. Dagli ormai famosi granchi blu, alle meduse urticanti come la caravella portoghese, fino ai pesci scorpione e pesci coniglio, dotati di spine velenose. Il Mediterraneo è diventato un vero hot spot del cambiamento climatico. E il messaggio degli scienziati è chiaro: i rischi non sono più futuri, ma già presenti, e riguardano tutti noi.

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