673 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2024, 15 milioni in meno rispetto agli anni precedenti, ma ancora una percentuale, l’8,2%, troppo elevata. Il dato è stato diffuso dal Rapporto SOFI: “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo”.
Il Rapporto è stato redatto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Between 638 and 720 million people faced hunger in 2024.
⏩ Swipe to learn what are the policy solutions to help address the impacts of high food prices on global hunger.#SOFI2025
— Food and Agriculture Organization (@FAO) July 28, 2025
Il Rapporto presentato ad Addis Abeba, in occasione del “Secondo vertice delle Nazioni Unite di bilancio dei sistemi alimentari”, evidenzia come la fame sia aumentata in alcune regioni africane e dell’Asia occidentale. Le regioni che registrano miglioramenti sono l’Asia meridionale e l’America Latina. Nella regione asiatica “la prevalenza della sottoalimentazione (PoU) è scesa dal 7,9 percento del 2022 al 6,7 percento”, in America Latina e Caraibi c’è stata “una flessione dell’indicatore PoU dal picco del 6,1 percento del 2020 al 5,1 percento.”
La diffusione del Rapporto è stata preceduta dalla comunicazione dei dati relativi alla correlazione tra eventi climatici estremi e povertà. Proprio l’aumento dell’inflazione ha rallentato la ripresa della sicurezza alimentare scesa a livelli preoccupanti durante l’epidemia di Covid-19.
In Africa oltre il 20% della popolazione soffre la fame, almeno 307 milioni di persone mentre in Asia occidentale ne ha sofferto il 12,7%, 39 milioni di persone. Secondo le previsioni diffuse entro il 2030 512 milioni di persone potrebbero essere denutrite e il 60% di queste potrebbe trovarsi in Africa.
QU Dongyu, Direttore Generale della FAO ha affermato : “Anche se la diminuzione della fame nel mondo è un dato incoraggiante, va sottolineato che i progressi restano disomogenei. Il rapporto SOFI 2025 ci ricorda l’urgenza di intensificare gli interventi per garantire che tutti abbiano accesso a un’alimentazione adeguata, sicura e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale collaborare in modo innovativo con i governi, le organizzazioni e le comunità, affrontando le sfide specifiche che colpiscono le popolazioni vulnerabili, soprattutto nelle regioni in cui la fame persiste.”
Catherine Russell, Direttrice Esecutiva dell’UNICEF ha dichiarato: “Ogni bambino merita di avere l’opportunità di crescere e sviluppare il suo potenziale. Eppure, oltre 190 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di denutrizione, uno stato di salute che può comprometterne lo sviluppo fisico e mentale, privandoli della possibilità di realizzare appieno il loro potenziale. Il rapporto Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2025 sottolinea l’urgenza di agire tempestivamente a tutela dei bambini più piccoli e vulnerabili del mondo, poiché l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari potrebbe aggravare l’insicurezza alimentare di milioni di famiglie. Dobbiamo operare in collaborazione con i governi, il settore privato e le comunità stesse per garantire che i nuclei familiari vulnerabili abbiano accesso a un’alimentazione economicamente sostenibile e con un apporto nutrizionale adeguato per consentire ai bambini di crescere sani. “
“A tal fine,-conclude Russell- si dovrebbero rafforzare i programmi di protezione sociale e le iniziative volte a informare i genitori riguardo agli alimenti nutrienti prodotti localmente e adatti ai bambini, oltre che all’importanza dell’allattamento al seno, una pratica che offre il miglior inizio possibile per la vita di un neonato.”


