Nella Foresta Nera, in Germania, l’orsa JJ4 accusata di avere ucciso il runner Andrea Papi trascorrerà il resto della sua esistenza.
Prima la corsa sull’erba rigogliosa, poi lo sguardo agli alberi altissimi, infine il bagno in una vasca d’acqua fredda. Questi i primi momenti della nuova vita dell’orsa JJ4 al The Alternative Wolf and Bear Park, nella Foresta Nera, in Germania.
Qui, tra cespugli, rocce e ruscelli, il plantigrado accusato di avere ucciso il runner 26enne Andrea Papi a Caldes, nella Provincia Autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige, il 4 aprile 2023, trascorrerà il resto della sua esistenza.
“Nessun recinto, seppur ampio, potrà assomigliare mai alla vita in libertà“, afferma Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale Area Animali Selvatici della Lega Antivivisezione (LAV).
Già lontani, però, gli oltre due lunghi, anzi, lunghissimi anni di prigionia al Centro di Recupero di Fauna Alpina di Casteller, nonostante le battaglie degli ambientalisti sia al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) sia al Consiglio di Stato.
Secondo lo staff del The Alternative Wolf and Bear Park, l’orsa JJ4, che ha lasciato tre cuccioli in balia del loro destino, ritrova, e chissà se le riconosce, la madre e la sorella rimosse in passato sempre dal Trentino-Alto Adige.
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Orsa JJ4, l’etologa Chiara Grasso: “Ecco cosa fare se si incontra un plantigrado”
Visitare il Trentino-Alto Adige significa immergersi nella natura più incontaminata. Ma cosa fare se si incontra un orso? È meglio scappare via o mantenere la calma? E perché è necessario portare i cani al guinzaglio durante le escursioni naturalistiche? A rispondere a queste domande è l’etologa Chiara Grasso: “Ricordiamoci sempre che il bosco, prima di essere la nostra palestra di allenamento oppure il nostro hobby, è la casa degli animali. Quando un esemplare ci attacca, spesso lo fa per difendersi. Fondamentale, di fronte a un grosso mammifero come un plantigrado, evitare di farci vedere come una minaccia. Non siamo, però, neanche una preda, quindi, non bisogna correre, perché fa scatenare nell’animale selvatico l’istinto di rincorrerci“.
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Necessario, in caso di contatto fisico, restare fermi: “Se vediamo un orso durante un’escursione naturalistica, manteniamo la calma, indietreggiamo lentamente ed eventualmente mettiamoci su un’altura. Con tranquillità gli lanciamo dei “no” e dei “vai via” secchi. Se un plantigrado si mette sulle zampe posteriori, non lo fa per attaccare bensì per controllare meglio il territorio circostante. A quel punto non dobbiamo lanciargli pietre, zaini o bastoni. Soltanto se il mammifero arriva a un contatto fisico, ci sdraiamo per terra con le mani sul collo e stiamo fermi“.


