Animali, orsi bianchi occupano stazione di ricerca dell'ex URSS | VIDEO

Animali, orsi bianchi occupano stazione di ricerca dell’ex URSS | VIDEO

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Sull’Isola di Koljučin, nel Mare dei Čukči, a Nord-Est della Russia, una famiglia di orsi bianchi occupa una vecchia stazione di ricerca abbandonata dagli scienziati nel 1991.

Qualcuno si affaccia alla finestra, qualche altro si appisola sull’erba e qualche altro ancora ammira il paesaggio mozzafiato. No, non è un gruppo di persone in vacanza dopo un lungo e stressante anno di lavoro, bensì una famiglia di orsi bianchi sull’Isola di Koljučin, nel Mare dei Čukči, a Nord-Est della Russia.

Qui, in una vecchia stazione di ricerca dell’ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), i plantigradi dall’inconfondibile pelo candido risiedono tra edifici abbandonati e ammuffiti. Le straordinarie immagini catturate dal drone del travel blogger Vadim Makhorov mostrano, tra l’altro, le ultime giornate d’estate in un fazzoletto di terra emersa a poche miglia dal Polo Nord. Durante le riprese, un orso bianco cerca – inutilmente – di catturare il piccolo aeromobile a pilotaggio remoto. I suoi compagni, invece, scavano, annusano e girovagano per conquistare il villaggio abbandonato in fretta e furia dagli scienziati nel 1991.

Credo che gli animali vedano le casette come rifugio dalla pioggia, dalla neve e dal vento. In generale, però, sembrerebbero stare bene“, racconta alla Reuters l’uomo appassionato di viaggi.

 

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Eppure, queste clip tanto tenere quanto singolari ci devono ricordare l’importanza dell’orso bianco per l’equilibrio della vita sul pianeta Terra. Mammiferi che, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici, rischiamo di perdere. Già, perché meno banchise ghiacciate uguale meno cibo per Ursus maritimus, questo il suo nome scientifico, all’apice della catena alimentare.

A contribuire alla scomparsa della specie animale classificata “vulnerabile” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sono, inoltre, l’inquinamento da plastica, l’estrazione di gas, minerali e petrolio e il traffico navale. Ed ecco perché, oggi più che mai, il WWF continua a lavorare giorno e notte a progetti scientifici per tutelare una delle creature viventi più affascinanti del Globo.

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