“Ovaries. Talk about them” è un progetto che mira a ottenere uno screening genetico per individuare il cancro alle ovaie, tra i volti della campagna c’è anche quello di Bianca Balti, top model italiana che nel 2024 ha scoperto di avere un tumore alle ovaie al terzo stadio.
Sebbene il cancro alle ovaie sia uno dei più letali per le donne, non esistono esami per individuarlo precocemente. Poiché questo tumore è quasi sempre asintomatico, la maggior parte delle pazienti si accorge di averlo solo quando questo ha già prodotto delle metastasi in altre parti del corpo, il che diminuisce le probabilità di guarigione. A causa dello scarso finanziamento della ricerca su questo tumore a livello globale e della sistematica minore attenzione riservata dal mondo medico alle malattie prettamente femminili, le donne con questo cancro sono state, di fatto, ignorate per decenni.
Camilla Freeman-Topper e Marc Freeman, creatori del marchio di moda “Camilla and Mark” hanno ideato la campagna. L’obiettivo è finanziare la ricerca sviluppata dai ricercatori dell’Università del New South Wales di Sidney, in Australia, per lo sviluppo di un test genetico che consenta la diagnosi precoce del tumore. Un omaggio alla madre dei due stilisti morta di cancro alle ovaie all’età di 42 anni.
Bianca Balti ha subito raccontato la diagnosi arrivata l’anno scorso. La modella aveva già effettuato l’intervento di rimozione del seno poiché dai test genetici era risultata essere portatrice del gene BRCA1, che aumenta le probabilità (tra il 20% e il 40%) di ammalarsi di tumore al seno e alle ovaie in età più giovane rispetto alla media. Balti non aveva ancora rimosso le ovaie quando si è ammalata.
Per contrastare efficacemente questo tipo di cancro la tempestività è fondamentale, la campagna lanciata cinque anni fa ha ricevuto subito un grande seguito, ad oggi ha raccolto 1,7 milioni di dollari. L’intero ricavato della vendita delle T Shirt, con slogan come “How much are your ovaries worth?”; “Quanto valgono le tue ovaie?” o “It all begins with ovaries”; “Comincia tutto dalle ovaie”, sarà destinato a sostenere le spese per lo sviluppo del test che dovrebbe essere sperimentato nel 2026. Manca infatti l’ultimo passo per ottenere un esame che potrebbe cambiare il corso degli eventi per milioni di donne in tutto il mondo.


