Come il suo predecessore, anche Papa Leone XIV si è espresso apertamente sull’urgenza di agire per il clima e per la tutela dell’ambiente.
Giovedì 8 maggio, poco dopo le 18, è arrivata la fumata bianca, che annuncia la scelta del nuovo papa. Alla seconda giornata di Conclave, i cardinali hanno scelto il 267° Pontefice che guiderà la Chiesa cattolica: Robert Francis Prevost. Il primo papa americano della storia ha scelto il nome di Leone XIV.
Chi è Robert Francis Prevost
Nato a Chicago il 14 settembre 1955, Prevost è un agostiniano missionario laureato in matematica e filosofia. Inviato in missione in Perù per diversi anni, nel 1999 è stato eletto priore provinciale della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Chicago. Richiamato a Roma nel 2023 da Papa Francesco per ricoprire il ruolo di prefetto dei Vescovi, il 30 settembre dello stesso anno viene nominato Cardinale da Bergoglio.
Formazione, esperienza e la stretta collaborazione con il precedente pontefice sono fattori che lasciano pensare che il nuovo Papa continuerà a percorrere la via tracciata da Francesco fondata sull’attenzione agli ultimi, i migranti e i rifugiati, e all’ambiente.
Come il suo predecessore, infatti, Papa Leone XIV è vicino alle tematiche ambientali e si è espresso apertamente sull’urgenza di agire per il clima e a sostegno delle fonti di energia rinnovabile come i pannelli solari. Quando, nel 2024, Bergoglio ha parlato dell’impatto della crisi climatica sulle popolazioni più fragili del mondo e della necessità di una cooperazione globale per fermarla, anche l’allora Cardinale Prevost si è espresso in favore dell’azione per il clima.
Robert Francis #Prevost, primo #Papa agostiano, ha quasi 70 anni. Ha scelto il nome di Leone XIV. Già prefetto del Dicastero per i vescovi, è stato eletto alle 18.07, è il 267° Papa della storia. https://t.co/orQYMF9vlg pic.twitter.com/TohKWU9bJn
— Vatican News (@vaticannews_it) May 8, 2025
Leone XIV e l’attenzione alla crisi climatica
Durante il seminario “Affrontare i problemi della crisi ambientale alla luce della Laudato Sì e della Laudate Deum”, Prevost ha sottolineato la necessità di passare “dalle parole ai fatti”. Secondo il pontefice neo eletto, il “dominio sulla natura”, affidato da Dio all’umanità, non deve trasformarsi in “dispotico”, ma deve essere vissuto come una relazione di “reciprocità” con l’ambiente. “Per questo, la nostra missione è quella di trattarlo come fa il suo Creatore”, ha affermato, condannando “azioni tiranniche a beneficio di pochi”.
Nel corso del suo intervento al seminario, Prevost ha espresso la sua posizione anche sull’aspetto tecnologico. Pur riconoscendone gli “effetti importanti”, il nuovo papa ha messo in guardia dalle conseguenze “nocive” dello sviluppo incontrollato della tecnologia, ribadendo anche l’impegno della Santa Sede per la sostenibilità: dall’installazione del maxi-impianto fotovoltaico sul tetto dell’Aula Paolo VI alla transizione in atto verso veicoli totalmente elettrici in Vaticano.
L’appello di OIPA Italia al nuovo Papa
Prima dell’elezione di Prevost come nuovo pontefice, l’associazione animalista OIPA Italia ha lanciato un appello al futuro papa chiedendo un impegno verso tutela degli animali da parte della Chiesa Cattolica.
“In un contesto storico caratterizzato non solo da una crisi ambientale e da una perdita di biodiversità ma anche da una crescente sensibilità dell’uomo verso gli animali, OIPA Italia auspica che con il prossimo pontificato la Chiesa Cattolica intrattenga sempre di più un cammino capace di rispettare, sensibilizzare e tutelare ogni essere vivente del Creato“, ha dichiarato a Teleambiente Claudia Taccani, Avvocato e Responsabile Sportello Legale dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).


