Via libera all’istituzione (anche grazie a Teleambiente) del Parco Nazionale del Matese. Pecoraro Scanio (Fondazione UniVerde): “Un’Area Naturale Protetta straordinaria”.
Italia sempre più verde. Dopo avere accelerato le pratiche burocratiche a causa di una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio del 24 ottobre 2024, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto per istituire il Parco Nazionale del Matese. Una decisione arrivata il 22 aprile 2025, non a caso la Giornata Mondiale della Terra, per tutelare gli 87.897,70 ettari di territorio ricco di biodiversità all’interno di 54 Comuni tra Campania e Molise. A contribuire all’istituzione della 25° Area Naturale Protetta dello Stivale siamo stati anche noi di Teleambiente da sempre in prima linea per la salvaguardia delle tante, anzi, tantissime bellezze incontaminate del Globo. Un risultato che, anche attraverso la battaglia di Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e di Jimmy Ghione, inviato di Striscia la notizia, programma televisivo in onda dal lunedì al sabato alle 20:35 su Canale 5, ci rende davvero orgogliosi.
Parco Nazionale del Matese, Pecoraro Scanio (Fondazione UniVerde): “Uno strumento per tutelare le bellezze naturali”
“Vittoria! Finalmente, dopo anni di attesa e di mobilitazione, abbiamo un nuovo Parco Nazionale, cioè il Parco Nazionale del Matese. Ringrazio le migliaia di cittadini per avere sottoscritto la mia, ma non solo, petizione, e per avere lanciato gli appelli al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, affinché si procedesse alla delimitazione obbligatoria di quest’Area Naturale Protetta straordinaria. Rivolgo un ringraziamento particolare al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per avere firmato il decreto. Mi auguro che ora anche coloro che hanno espresso perplessità possano riconoscerne il valore. Il Parco Nazionale del Matese è uno strumento essenziale per tutelare le bellezze naturali, per promuovere un’economia sostenibile e per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri“, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Non solo il Parco Nazionale del Matese, il convegno del WWF Italia sulle Aree Naturali Protette
Entro il 2030 avere un’Italia con il 30% di Aree Naturali Protette sia a terra sia a mare per salvaguardare la biodiversità a rischio a causa dei cambiamenti climatici sempre più intensi. Questa la sintesi della seconda edizione del Convegno Nazionale “Protected Areas and Conservation” nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano, a Roma, nel Lazio, dal 2 al 4 aprile 2025. A partecipare all’evento organizzato dal WWF Italia in una delle tre residenze ufficiali del Presidente della Repubblica Italiana sono stati ambientalisti, politici e scienziati.
“In questo momento storico, a causa dell’aggravarsi della crisi climatica, anche la nostra stessa sopravvivenza è a rischio. Oggi più che mai, dunque, le Aree Naturali Protette rappresentano una delle strade da percorrere per raggiungere l’armonia tra noi esseri umani e Madre Natura“, ha dichiarato il Presidente del WWF Italia, Luciano Di Tizio.
Presenti, inoltre, la Direttrice del WWF Italia, Alessandra Prampolini, il Presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), Stefano Laporta, il Presidente della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi), Luca Santini, la Direttrice della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, Giulia Bonella, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Fondamentale, almeno secondo il WWF Italia, un lavoro sinergico tra politica e scienza per tutelare il capitale naturale dello Stivale entro il 2030. Diversi i punti dell’ambiziosa ricetta green: dall’istituzione dei Parchi Nazionali già previsti, alla sburocratizzazione della Legge numero 394/1991 per creare, con più facilità, Aree Naturali Protette e Aree Marine Protette, dall’individuazione di ulteriori territori con specie animali e vegetali a rischio di estinzione, alla messa a sistema dell’intero patrimonio italiano verde e blu.


