Parte il Piano Nazionale Sementi Biologiche, ridurrà del 20% le deroghe per sementi convenzionali

Parte il Piano Nazionale Sementi Biologiche, ridurrà del 20% le deroghe per sementi convenzionali

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Al via il Piano Nazionale Sementi Biologiche. Il CREA attuerà il Piano triennale finanziato dal Masaf che ha come obiettivo quello di migliorare la quantità e la qualità delle sementi biologiche.

L’Italia è il paese leader del settore a livello internazionale e punta a mantenere questo primato investendo nella ricerca. Il nostro paese vanta la maggiore superficie coltivata a biologico e il maggiore numero di operatori del settore. Esiste però una scarsità di sementi certificate che non consente a tutti coloro che vogliono convertirsi al settore di poterlo fare. A queste necessità vuole rispondere il Piano Nazionale Sementi Biologiche che dovrà far crescere una filiera selle sementi nazionale autonoma, strutturata e autosufficiente.

L’obiettivo dichiarato è di aumentare le sementi certificate a disposizione tanto da ridurre del 20% le deroghe attualmente concesse per l’utilizzo di sementi convenzionali in agricoltura biologica. Il Piano prevede anche la messa a punto di varietà biologiche e “varietà equivalenti”, “selezionate in condizioni bio, la valorizzazione del miglioramento genetico partecipativo – coinvolgendo direttamente agricoltori, tecnici, ricercatori e aziende sementiere – e la predisposizione di strumenti per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di sementi biologiche. Si tratta di obiettivi sfidanti, ma fondamentali per rafforzare l’identità e la coerenza del settore biologico, sostenendone la crescita, in linea con le aspettative dei consumatori e con i principi sanciti dalle normative europee”

Migliorare la quantità e la qualità delle sementi bio è un presupposto perché possa proseguire la crescita di un settore in cui l’Italia è leader a livello internazionale. Tra gli obiettivi del Piano nazionale delle sementi biologiche c’è quello di aumentare la loro disponibilità per una riduzione progressiva e significativa del numero di deroghe, con piante che rispondano ai bisogni degli agricoltori. Un percorso in cui avrà un ruolo chiave la ricerca, attraverso il lavoro del CREA e dei suoi centri”, commenta il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con delega al biologico, Luigi D’Eramo,

Il progetto, data la trasversalità delle azioni previste, coinvolge otto Centri di ricerca del CREA: Cerealicoltura e Colture Industriali, Genomica e Bioinformatica,  Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari, Orticoltura e Florovivaismo, Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Politiche e Bioeconomia, Viticoltura ed Enologia sotto il coordinamento dell’Area Sementi del Centro di ricerca Difesa e Certificazione.

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