In Umbria parte la sperimentazione per ridurre lo spreco alimentare nella ristorazione. L’ elemento distintivo del progetto è l’utilizzo di tecnologie avanzate basate sull’intelligenza artificiale. Un approccio innovativo che consente di superare le tradizionali iniziative di sensibilizzazione, introducendo strumenti di analisi oggettiva e monitoraggio continuo.
A Perugia, alla presenza tra gli altri della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dell’assessore al turismo Simona Meloni, è stato presentato il progetto ‘Perfetto’ per prevenire lo spreco alimentare dei consumatori nei ristoranti e nei servizi di ristorazione.

L’iniziativa, che mette insieme ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sistema delle imprese, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile su scala nazionale ed europea, è promossa dall’Università della Tuscia e cofinanziata dalla Commissione Europea che ha scelto la regione Umbria come laboratorio pilota.
Il progetto a TeleAmbiente, è stato illustrato dal coordinatore scientifico dello stesso, il prof. Luca Secondi, docente dell’Università della Tuscia: “Questo è il primo progetto in cui andiamo a monitorare e a misurare sul campo lo spreco alimentare prodotto fuori casa, lo spreco alimentare prodotto dai consumatori nel momento in cui si recano al ristorante attraverso degli interventi innovativi”.
“Proponiamo due azioni – ha spiegato Luca Secondi – una è quella di poter portare a casa attraverso la Regusto bag ciò che non consumiamo al ristorante e l’altra azione è quella di proporre un menù con delle porzioni ridotte, mezze porzioni. Tutto questo verrà misurato in 46 ristoranti umbri partner che verranno divisi in 4 gruppi. Un gruppo testerà l’uso della doggybag, un altro testerà l’uso delle mezze porzioni ed in un gruppo testeremo invece entrambi gli interventi”.
“Come in tutti gli studi in cui vogliamo valutare l’impatto – ha sottolineato il prof. Secondi – ci sarà un gruppo di controllo che proseguirà nella normale azione quotidiana. Lo spreco sarà rilevato attraverso una bilancia, la bilancia digitale ed intelligente, che consentirà di misurare ogni piatto con gli avanzi alimentari, quindi pesarlo e sapere, grazie all’intelligenza artificiale, la tipologia di cibo che è contenuta nel piatto”.
Monitoraggio
“Il periodo di monitoraggio – ha evidenziato ancora Luca Secondi a TeleAmbiente – sarà nell’arco di due anni, sarà un periodo di monitoraggio di 7 settimane preceduto da una fase di based line, ed una fase successiva all’intervento per capire se questi interventi semplici, possano aiutare anche dal punto di vista economico a ridurre gli impatti generati dallo spreco alimentare e quindi, noi ne siamo già convinti, siano una soluzione di tipo win win. Una soluzione quindi vincente per i ristoratori e per tutti noi, nelle riduzioni degli impatti: ambientali, sociali ed economici, che gli sprechi alimentari generano”.
Reticenza da parte degli italiani nel portare via gli avanti
“Questa è una situazione particolare tutta italiana – ha riferito Luca Secondi – all’estero, è capitato a tutti di andare al ristorante e portar via gli avanzi, in Italia su questo, siamo ancora indietro rispetto al resto d’Europa, forse perché c’è un po’ di vergogna”.
“Crediamo di voler portare via qualcosa che ancora appartiene al ristorante – ha detto il prof. Secondi – ed invece, proprio grazie a questo progetto e grazie all’economia comportamentale, alla teoria delle spinte gentili, saranno i ristoratori a proporre la doggy bag e a proporre al cliente di portar via ciò che non ha consumato al ristorante, perché diciamolo quello che non consumiamo al ristorante la sera, il giorno dopo, a volte, è ancora più buono”.
Il coordinamento operativo è affidato a FIPE Umbria Confcommercio, nell’ambito di un partenariato che coinvolge Università della Tuscia (capofila), Università Roma Tre, Recuperiamo Srl (Regusto) e Zucchetti.
Il progetto coinvolge ristoranti di 9 aree strategiche dell’Umbria: Perugia, Terni, Trasimeno, Gubbio, Gualdo Tadino, Assisi, Foligno, Marsciano e Spoleto, trasformati per l’occasione in veri e propri laboratori di sostenibilità.
A TeleAmbiente è intervenuto anche Pasquale Molfetta (membro del Consiglio direttivo di FIPE Umbria Confcommercio)
“Il mondo della ristorazione – ha confermato Molfetta – ha aderito con gioia a questo progetto per la lotta allo spreco alimentare che ha diverse implicazioni, sia di carattere etico, per il corretto utilizzo dei prodotti, sia relative al mondo lavorativo, della gestione dei piatti, delle professionalità presenti nelle nostre realtà ed anche un’implicazione di carattere economico sia per noi ristoratori che per i nostri ospiti”.
“Un’ottima ed eccellente ristorazione – ha concluso Pasquale Molfetta – può essere realizzata anche minimizzando gli sprechi”.


