A Perugia oltre 30 ospiti hanno discusso di crisi climatica, transizione energetica e salute urbana. Grande successo per la seconda edizione di EcoSanFra, il festival dedicato a sostenibilità ed ambiente. Tra gli ospiti anche il professor Stefano Mancuso che nel suo intervento ha parlato del suo libro dedicato al primo manifesto di ecologia integrale: il Cantico delle Creature di San Francesco.
L’auditorium San Francesco al prato di Perugia ha ospitato la seconda edizione di EcoSanFra, il festival dedicato alla sostenibilità che con oltre 30 ospiti, tra divulgatori, giornalisti, scienziati, ricercatori, artisti ed esperti del settore, ha affrontato tematiche come crisi climatica, transizione energetica e salute urbana.

Una seconda edizione che nei tre giorni di iniziative ha visto la partecipazione di circa 3 mila persone.
A TeleAmbiente la mission della manifestazione è stata descritta da uno dei due ideatori ed organizzatori Maurita Passaquieti: “Questa seconda edizione è dedicata a Fratello Sole, dopo che la prima, lo scorso anno, è stata dedicata a Sorella Acqua”.
“Abbiamo deciso di dedicare un festival alla sostenibilità, all’economia sostenibile e all’ambiente – ha riferito Maurita Passaquieti a TeleAmbiente – proprio per omaggiare il Cantico delle Creature e la visione ecologista di San Francesco. Noi consideriamo il Cantico delle Creature, non solo la prima opera in assoluto, visto che è scritta in volgare, ma anche la prima opera ecologista”.
“Quest’anno parliamo di Fratello Sole – ha sottolineato Maurita Passaquieti – ne parliamo relativamente alla tecnologia dell’energia prodotta dal sole, come fonte di calore, ma anche come fonte di guai, in qualche modo, perché i cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature portano a prendere provvedimenti e a farci delle domande su come vogliamo vivere nel futuro”.
“Il nostro intento con questo festival – ha aggiunto – è quello appunto di suscitare domande, non dare risposte, ma input, affinché, soprattutto le giovani generazioni possano capire come risolvere problemi che noi abbiamo creato”.
“I bambini delle scuole ci hanno stupito con i loro interventi, molto profondi – ha sottolineato Maurita Passaquieti – e noi abbiamo imparato molto da loro. Sono bambini veramente consapevoli della situazione. Noi, a volte, tendiamo a non dare il giusto peso alle loro riflessioni, e festival come questi servono a coinvolgerli nella contemporaneità, perchè è il loro mondo ed il futuro è soprattutto il loro. C’è stato grande entusiasmo e grande partecipazione da tutte le scuole dell’Umbria“.

Uno dei panel più significativi è stato quello in cui, esperti e figure autorevoli, hanno parlato di crisi idrica, della prevenzione delle emergenze e della gestione responsabile delle risorse naturali.
L’approfondimento è stato preceduto dalla proiezione del film ‘Siccità’ di Paolo Virzì.
Tra i relatori anche Miguel Doria, coordinatore Unesco World Water Assessment Programme (Wwap) e direttore Unesco Programme Office on Global Water Resources.
Il film di Paolo Virzi ‘Siccità’ descrive uno scenario molto difficile. La realtà quanto è lontana da quella del film?
“Sicuramente il problema della siccità, che si è visto nel film, esiste – ha evidenziato Miguel Doria a TeleAmbiente – e nel mondo coinvolge almeno 100 milioni di persone, ma per quanto questa problematica affligga molte persone, all’Unesco la visione è molto più ottimistica, il problema c’è, ma si può affrontare”.
“La situazione non è sotto controllo – ha precisato Miguel Doria – c’è ottimismo, ma in realtà siamo ancora molto lontani dal raggiungere l’obiettivo 6 dell’Agenda 2030 che riguarda l’accesso all’acqua pulita da parte di tutto il mondo. L’Unesco vuole lavorare soprattutto a livello culturale, favorendo una cultura dell’acqua e della sostenibilità, in senso integrato”.
Doria ha poi ricordato che l’uso dell’acqua a livello globale, nel corso degli ultimi 10 anni si è stabilizzato, e che il rapporto tra popolazione e disponibilità di acqua è destinato a diminuire, ed i paesi a reddito basso e medio basso, non stanno beneficiando dei miglioramenti relativi all’efficienza nell’uso dell’acqua.
La traduzione è stata curata da Gaia Proietti.
Tra gli ospiti più prestigiosi di EcoSanFra il professor Stefano Mancuso, neuroscienziato, saggista e insegnante di arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze.

Di fronte ad una platea sold out, il professore, nella sua lectio magistralis, ha parlato del primo trattato di ecologia della storia, il Cantico delle Creature di San Francesco
“Un Cantico che è straordinariamente attuale. Il Cantico delle Creature – ha spiegato il Prof. Stefano Mancuso a Teleambiente – è stato scritto nel 1225 quindi quest’anno festeggiamo gli 800 anni ed è, a tutti gli effetti, un manifesto di ecologia integrale, oggi lo chiameremmo così, di ecologia profonda”.
“Sono talmente convinto di questo – ha continuato Mancuso – che ci ho scritto un libro, che uscirà a novembre, che si intitola ‘Il Cantico della terra’. Nel libro descrivo ognuna delle strofe del Cantico delle Creature in termini di ciò che noi oggi davvero sappiamo riguardo a quei fattori”.
“Leggere il Cantico delle Creature con gli occhi di ciò che noi sappiamo oggi – ha osservato il Prof. Stefano Mancuso – è qualcosa di straordinario perché sembrerebbe quasi che Francesco avesse avuto una specie di illuminazione, fosse stato profetico, come se avesse capito, in qualche maniera, come funzionava la vita, che cos’era che rendeva possibile la vita, esistere e prosperare”.

“Andrebbe visto come una specie di messaggio in bottiglia al contrario – ha proseguito Stefano Mancuso – perché normalmente i messaggi nella bottiglia sono mandati dai naufraghi, perché li si venga a salvare, ma in questo caso è un messaggio in bottiglia nel tempo, che ci manda Francesco, da 800 anni fa, per salvarci”.
“Leggendo il Cantico delle Creature – ha ribadito ancora Mancuso – salta agli occhi che si tratta dell’enunciazione della formula della vita. Per creare la vita da una parte c’è la scienza e dall’altra parte, spesso c’è l’esoterismo. Per creare la vita bisogna seguire il Cantico delle Creature, anche se non è semplice, perchè non è facile disporre di un sole o di una luna, però bisogna avere il sole, che è la fonte energetica e bisogna avere la luna, altrimenti la vita non potrebbe esistere e poi abbiamo bisogno dell’aria, dell’acqua, della terra e del fuoco“.
“Poi abbiamo bisogno di quelli che perdonano, che nella mia visione sono le comunità, e poi abbiamo bisogno della morte. La morte è un ricircolo di ciò che rende possibile la vita – ha concluso il prof. Mancuso a TeleAmbiente – e Francesco questa cosa l’aveva capita in maniera profetica, è come se gli si fosse aperto davanti il manuale di istruzione della vita“.
EcoSanFra 2025 è un evento ideato e organizzato da Maurita Passaquieti e Davide Placidi insieme a Fattoria Creativa e Regusto, in collaborazione con Rai Umbria e in compartecipazione con Camera di Commercio dell’Umbria.
Il programma completo è sul sito di EcoSanfra.


