La cronaca italiana propone incessantemente casi di bullismo all’interno delle scuole con protagonisti bambini e adolescenti. Il fenomeno investe direttamente il 15% degli studenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni, ma coinvolge compagni di classe, famiglie, educatori e la società intera. Amnesty International considera bullismo e cyber bullismo delle violazioni dei diritti umani e da anni offre attività di formazione e sensibilizzazione sul tema nelle scuole grazie ai suoi volontari.
Chiara Pacifici, Responsabile Educazione formale Amnesty International Italia, ha spiegato perché si tratta di vera e propria violazione dei diritti umani: “Il bullismo per Amnesty International è una violazione dei diritti umani perché lede la dignità dell’individuo che lo subisce e poi perché è contrario a alcuni dei principi presenti nella Dichiarazione universale dei diritti umani, che è la bussola che guida tutto il lavoro di Amnesty International, ma è anche nelle convenzioni che poi hanno preso forma dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Primo tra tutti lede il principio di non discriminazione presente nella Dichiarazione universale dei diritti umani, che dice che i diritti devono essere goduti da tutte le
persone, senza distinzione di sesso, di razza, eccetera. Già questo è un elemento che ci fa dire che chi subisce atti di bullismo subisce di fatto una violazione dei diritti umani.
Poi ha tutta una serie di implicazioni che in qualche modo ledono altri diritti fondamentali, soprattutto delle persone adolescenti o dei cosiddetti minori, di bambini e delle bambine.
Perché? Perché per esempio ha un impatto forte sulla partecipazione di queste persone alla vita quotidiana, alla vita scolastica, e questo è contrario alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. Noi quando spieghiamo i diritti umani più piccoli diciamo che i diritti umani sono interdipendenti.
Questo cosa significa? Significa che quando viene a mancare un diritto umano, a cascata ne vengono a mancare anche altri. Perché come vediamo nel bullismo il diritto alla salute, il diritto all’integrità fisica, il diritto alla partecipazione, che abbiamo visto è un diritto umano fondamentale, al diritto a non essere discriminato o discriminata. Nel caso di cyberbullismo il diritto alla privacy.
Siete voi a contattare le scuole o sono le scuole che possono contattare voi? In realtà molte scuole ci contattano, noi siamo un’organizzazione di volontariato, questo significa che abbiamo attiviste e attivisti sul territorio italiano che svolgono attività di educazione ai diritti umani. Noi formiamo le persone attiviste affinché possano andare nelle scuole e occuparsi di fenomeni come quello del bullismo.”
“Un mio alunno ha modificato il suo approccio nei confronti delle compagne, eliminando il linguaggio volgare e offensivo”. Ecco cosa ci ha raccontato una docente che ha partecipato al progetto #AmnestyKids. Il rispetto si può insegnare! https://t.co/SUyxNZFDoc
— Amnesty Italia (@amnestyitalia) September 13, 2025


