Nella corso della terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia tra gli argomenti ci sono: la libertà di stampa nelle Filippine, il fare giornalismo in Ucraina e a Gaza e il patriarcato dei media
Il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia è giunto alla terza giornata, di seguito alcuni degli eventi in programma, venerdì 11 aprile.
Il 2024 è stato un anno nero per il giornalismo mondiale.
Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), sono stati 124 i giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2024: oltre il 70% di loro sono morti a Gaza, colpiti da attacchi israeliani. Due terzi delle vittime sono palestinesi.
Un bilancio drammatico che fa di quello passato, l’anno più letale per la stampa dall’inizio del secolo. Ma i numeri del CPJ si fermano al solo 2024, escludendo le vittime tra ottobre e dicembre 2023 e quelle dei primi mesi del 2025.
Altre fonti, come Al Jazeera, riportano un dato ancora più sconvolgente: almeno 217 giornalisti uccisi da Israele tra ottobre 2023 e dicembre 2024. E si tratta solo dei casi documentati.
In un contesto segnato da oltre 15 mesi di bombardamenti sistematici, blackout informativi e condizioni genocidarie, ricostruire con certezza il numero delle vittime è un’impresa quasi impossibile.
La terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, si apre alle 9:30 al Teatro Pavone con il panel ‘Justice for Gazan Journalists’ che partendo dai dati sopra esposti, si interroga sui meccanismi che possono spezzare l’impunità.
Al centro dell’incontro, le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’orrore sulla propria pelle.
Dylan Collins è capo videoreporter a Beirut per l’agenzia di stampa francese Agence France-Presse (AFP), dove coordina anche la copertura video per Libano e Siria.
Cittadino statunitense, Dylan è arrivato in Ucraina il secondo giorno dell’invasione russa su larga scala nel febbraio 2022, coprendo il conflitto per i due mesi successivi.
Il 24 luglio 2023, durante il suo terzo reportage in Ucraina, è rimasto gravemente ferito in un attacco con droni russi nei pressi della città di Bakhmut, in prima linea.
Dopo essersi ristabilito, è tornato in Libano per seguire l’escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah lungo il confine sud a seguito degli attacchi di Hamas del 7 ottobre.
Il 13 ottobre 2023, Dylan era tra un gruppo di sette giornalisti colpiti due volte da forze israeliane. Il giornalista di Reuters Issam Abdallah è morto sul colpo. La fotografa di AFP Christina Assi è rimasta gravemente ferita e ha subito l’amputazione della gamba destra. Dylan e altri quattro giornalisti hanno riportato ferite da schegge.
Le inchieste condotte da AFP, Reuters, Human Rights Watch, Amnesty International, UNIFIL e Reporters Without Borders hanno concluso che i colpi sono stati sparati da forze israeliane.
Insieme a lui, sul palco di Perugia, Amelia Evans, vicedirettrice advocacy del CPJ, esperta di giustizia internazionale, e Shrouq Al Aila, giornalista palestinese e produttrice della Striscia di Gaza.
Informazioni su: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/justice-for-gazan-journalists
Giornalismo in trincea: il Kyiv Independent e la sfida dell’incertezza. Alle 10:30 al Teatro della Sapienza, Olga Rudenko, pluripremiata direttrice del Kyiv Independent e testimone della resistenza informativa in Ucraina, guiderà, assieme a diverse figure della redazione Toma Istomina (vicedirettrice), Daryna Shevchenko (CEO) e Zakhar Protsiuk (chief operating officer) un’analisi approfondita sull’indagine dei crimini di guerra e sulle lezioni di resilienza tratte da una redazione in tempo di guerra.
Il panel si intitola: When Anything Can Happen: Lessons in Planning for the Unknown from a Wartime Newsroom – Quando tutto può accadere: lezioni di pianificazione nell’incertezza da una edazione in tempo di guerra.
L’incertezza è una sfida che ogni organizzazione mediatica deve affrontare, sia a causa di conflitti globali, instabilità economica o mutamenti nelle dinamiche del pubblico.
Il Kyiv Independent ha dovuto imparare a navigare nell’incertezza estrema: come testata ucraina che copre una guerra in corso, ha costantemente ridefinito la propria strategia senza poter prevedere cosa riserverà il futuro.
Questo panel analizzerà come il giornale non solo sia sopravvissuto, ma sia cresciuto nei suoi primi tre anni, nonostante le difficoltà legate al conflitto. Il team si confronta con interrogativi cruciali: cosa accadrà se il conflitto si conclude o si congela, portando a un inevitabile calo dell’attenzione globale sull’Ucraina? Come può un media superare non solo la fatica da guerra, ma anche il disinteresse che segue la fine delle ostilità?
Le strategie sviluppate dal Kyiv Independent offrono insegnamenti preziosi per qualsiasi realtà giornalistica.
Info su: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/when-anything-can-happen-lessons-in-planning-for-the-unknown-from-a-wartime-newsroom
Sempre alle ore 10:30 di oggi, venerdì, ma all’Auditorium San Francesco al Prato, una delle voci più dirompenti del femminismo contemporaneo sarà protagonista di un’autentica lezione sul giornalismo investigativo femminile.
Mona Eltahawy scrive, denuncia e agisce per scardinare le strutture di potere che opprimono donne, comunità LGBTQI+ e minoranze in tutto il mondo.
Giornalista e attivista tra le più coraggiose, è impegnata nella lotta contro la censura e il patriarcato nei media.
A #ijf25, Mona Eltahawy affronta il tema del giornalismo investigativo femminista assieme a un panel internazionale di voci potenti e visionarie: Eva Belmonte, direttrice della Fundación Civio in Spagna e pioniera dell’accesso ai dati pubblici per smascherare le disuguaglianze istituzionali; Rawan Damen, fondatrice e direttrice di streammedia in Giordania, con una lunga carriera come documentarista e giornalista investigativa nell’area mediorientale; e María Teresa Montaño, giornalista messicana che ha pagato con minacce e aggressioni fisiche il suo lavoro di inchiesta sulla corruzione.
Insieme, cercheranno di capire come il giornalismo possa sfidare il potere patriarcale, portare alla luce questioni sistematicamente ignorate e costruire un’informazione più equa, inclusiva e accessibile per tutti.
Per tutte le info sul panel: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/lessons-from-feminist-investigative-journalists-around-the-world
Alle 11:30 nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, si terrà un panel dedicato a Local Call, la testata indipendente israeliano-palestinese che nel pieno della guerra a Gaza si è distinta per le sue inchieste, le voci dal campo e l’ostinazione nel raccontare ciò che molti fingono di non vedere.
Israele e Palestina condividono il prefisso telefonico internazionale +972. È da questo punto in comune, piccolo ma simbolico, che nasce il progetto editoriale +972 Local Call, magazine fondato da un gruppo di giovani giornalisti israeliani e palestinesi per promuovere una coesistenza possibile e denunciare la violenza dell’occupazione. Una testata indipendente, coraggiosa e necessaria, che nel pieno della guerra a Gaza si è distinta per le sue inchieste scomode, le voci dal campo, e l’ostinazione nel raccontare ciò che molti fingono di non vedere.
A rappresentarla, in questo panel, ci saranno due figure chiave: Ghousoon Bisharat, giornalista palestinese con cittadinanza israeliana e direttrice responsabile del magazine, e Meron Rapoport, tra gli editorialisti più autorevoli della testata.
Insieme a loro, porteranno le proprie esperienze anche Yonit Mozes, caporedattrice economica di Local Call; Oren Persico, giornalista di The Seventh Eye; e l’attivista Samah Salaime.
A moderare l’incontro, Francesca Caferri, pluripremiata corrispondente estera di la Repubblica.
Un panel in cui si potrà ascoltare chi, dentro Israele, continua a fare giornalismo come atto di coscienza, verità e resistenza.
Per info: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/local-call-independent-journalism-in-israel-after-7-october-2023
Sempre alle 11:30, ma all’ Auditorium San Francesco al Prato a poche settimane dall’arresto del presidente Duterte nelle Filippine, arriva la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2021, Maria Ressa, simbolo globale della lotta per la libertà di stampa e contro la disinformazione. Perseguitata e arrestata dal governo filippino per le sue critiche all’ex presidente Rodrigo Duterte e alla sua brutale ‘guerra alla droga’, Ressa ha dovuto affrontare numerosi procedimenti giudiziari, pagando la cauzione dieci volte per rimanere in libertà, mentre Rappler, il sito di informazione da lei fondato, diventava bersaglio di campagne di discredito orchestrate sui social media.
A #ijf25, Maria Ressa commenterà gli sviluppi legati all’arresto di Duterte, offrendo un’analisi delle implicazioni politiche e delle sfide per la libertà di stampa nelle Filippine e nel mondo. Ressa sarà protagonista assieme a Emily Bell, direttrice del Tow Center for Digital Journalism, Jillian Green, direttrice del Daily Maverick, e Julie Posetti, vicepresidente della ricerca globale per l’International Center for Journalists.
La discussione presenterà i risultati di una ricerca condotta dall’International Center for Journalists e dall’International Fund for Public Interest Media, che analizza il legame tra la demonizzazione del giornalismo indipendente, la disinformazione digitale e il calo della fiducia nell’informazione.
Le info sul panel sono su: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/broken-trust-time-to-abandon-a-manipulated-metric
Come si può parlare di scienza del clima sui social media senza banalizzare, ma anzi rendendo i contenuti più accessibili, accattivanti e credibili?
La risposta arriva da Adam Levy, climatologo diventato divulgatore scientifico, ideatore del canale YouTube pluripremiato ClimateAdam, che interviene alle ore 12:05 nella Sala del Dottorato
Adam con il suo stile inconfondibile, riesce a condensare concetti complessi in video e post che parlano a tutti, senza perdere l’accuratezza scientifica. In questa intervista moderata da Anna Turns, senior environment editor di The Conversation UK, Adam racconterà come traduce i dati in storie capaci di catturare l’attenzione online, quali ostacoli ha incontrato lungo il percorso e quali lezioni ha imparato sulla comunicazione climatica nell’era digitale.
Info su panel su: https://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2025/how-to-make-climate-science-shine-on-social-media
Nel cuore di un anno elettorale segnato da disinformazione e manipolazione digitale, l’intelligenza artificiale si sta rivelando un alleato fondamentale per chi combatte le fake news.
Alle ore 12:35, nella Sala Raffaello dell’Hotel Brufani, Andy Dudfield, Head of AI di Full Fact, una delle organizzazioni di fact-checking più autorevoli al mondo, racconta come la tecnologia stia rivoluzionando la verifica dei fatti su scala globale. Dal 2019 Dudfield guida il team AI dell’organizzazione, sviluppando strumenti capaci di operare nei contesti informativi più critici, dallo Yemen al Sudan, dall’Iraq allo Zimbabwe, e supportando decine di redazioni in tutto il mondo nel contrasto alla disinformazione.
Informazioni su: https://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2025/how-ai-is-revolutionising-fact-checking-around-the-world
La disinformazione è una sfida antica che, nell’era digitale, ha assunto nuove dimensioni, sfruttando gli algoritmi per amplificare la sua portata. L’Unione Europea ha risposto con un quadro normativo articolato: dal Digital Services Act al Media Freedom Act, fino al Codice europeo di buone pratiche contro la disinformazione, con l’obiettivo di proteggere la libertà di espressione, rafforzare il pluralismo e garantire trasparenza sulle piattaforme online.
Nel pomeriggio di oggi, alle ore 16 al Teatro Pavone #ijf25 riunisce figure istituzionali ed esperti del settore per un confronto sulle sfide della regolamentazione dell’ecosistema digitale e sul contrasto all’infodemia.
Intervengono: Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia; Ewelina Jelenkowska-Lucà, Capo dell’Unità Comunicazione presso la Direzione Generale CONNECT della Commissione Europea; Antonio Losito, autore, docente e podcaster, noto per il podcast ‘Tyranny’; Pina Piceno, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Giulia Pozzi, Senior Analyst presso NewsGuard.
Un’opportunità per approfondire il ruolo delle piattaforme digitali nella diffusione delle informazioni e le misure adottate a livello europeo per garantire un’informazione libera, pluralista e trasparente.
Info su: https://www.journalismfestival.com/programme/2025/platforms-and-disinformation-european-rules-on-digital-media
Questi sono solo alcuni degli appuntamenti di venerdì 11 aprile.

Il programma completo del festival è su: https://www.journalismfestival.com/programme/
Le foto sono di Alexa Cano e di Diego Figone (foto copertina)


