In Umbria si è conclusa la prima edizione di un percorso educativo e formativo inclusivo per giovani e adulti con disabilità, organizzato dall’impresa sociale Baldo&Riccia. ‘Orizzonti in campo’ è stato pensato come un primo passo concreto verso un progetto ancora più ampio e strutturato: l’Accademia delle Autonomie.
A Perugia, si è concluso il progetto ‘Orizzonti in campo’, un percorso educativo, di formazione, esperienziale e inclusivo rivolto a giovani e adulti con disabilità o fragilità che desiderano esplorare i propri spazi di autonomia, socialità e competenza in un contesto rurale e accogliente.
L’impresa sociale Baldo&Riccia ha organizzato e messo a disposizione i propri spazi per dedicarsi al valore della multifunzionalità agricola applicata al sociale all’interno di questo percorso educativo.
La prima edizione di Orizzonti in Campo ha coinvolto 9 persone adulte tra i 18 e i 50 anni con autismo, disabilità intellettive e disturbi mentali, offrendo un percorso esperienziale costruito sulle reali attività dell’azienda, grazie alla sua multifunzionalità come centro interventi assistiti con animali, fattoria didattica e sociale e agriturismo.

Orizzonti in campo è stato pensato come un primo passo concreto verso un progetto ancora più ampio e strutturato: l’Accademia delle Autonomie, di cui Eleonora Fabbroni è Progect Manager e titolare insieme a Claudio Baldelli della Baldo&Riccia
“Orizzonti in campo – ha spiegato Eleonora Fabbroni – è stato un percorso, un progetto estremamente voluto anche dalle famiglie di questi ragazzi. Noi siamo molto contenti ovviamente siamo riusciti, grazie al contributo di Fondazione Perugia e grazie anche alla promozione e al supporto del Comune di Perugia, della Usl Umbria 1 dell’associazione Liam, a portarlo avanti e a portarlo a termine”.
“I ragazzi – ha sottolineato Fabbroni – hanno dimostrato veramente di essere capaci di fare inclusione tra di loro, di sperimentarsi, di aiutarsi e di essere anche capaci di comprendere le difficoltà di ciascuno, quindi di riconoscersi in qualche modo e di sostenersi a vicenda. Ci sono stati momenti molto belli, momenti simpatici e momenti anche difficili perché indubbiamente sono ragazzi adulti, ma ci sta tutto, fa tutto parte del gioco”.
Attraverso il giardinaggio, la cucina, la cura degli animali, il bricolage e i laboratori artistici, i partecipanti hanno potuto sperimentare diverse attività utili a individuare attitudini e potenzialità, sviluppando competenze concrete come la preparazione degli alimenti, l’etichettatura e il confezionamento dei prodotti e l’accoglienza dei clienti.
“Il benessere – ha spiegato ancora Eleonora Fabbroni – è una conseguenza di quello che loro sperimentano qui. Sappiamo per esempio di ragazze che in cucina non facevano nulla che poi alla mamma hanno detto: ‘ti aiuto stasera a fare la cena’”.
“Ci sono dei risultati – ha evidenziato Fabbroni – anche da un punto di vista operativo nel senso nella loro manualità, nella loro capacità anche arrivare a fine percorso a fare delle piccole cose da soli. Se all’inizio del percorso li guidi in una serie di cose, una dietro l’altra, alla fine sei nelle condizioni di poter dire: ‘oggi tagliamo i funghi, fatelo perché ormai sapete come fare’”.
Alle parole di Eleonora Fabbroni sono seguite quelle del sindaco di Perugia, Vittoria Ferdinandi: “Qui natura, animali e personale che ha deciso di lavorare per restituire anche alle persone che vivono con disabilità una qualità della vita differente da quella che spesso le nostre società, che sono società ancora fortemente escludenti, offre a queste persone” .
“Qui c’è socialità – ha osservato Ferdinandi – c’è la bellezza dello stare insieme, c’è la bellezza di lasciare imparare anche attraverso il rapporto con la natura e con gli animali, che è un rapporto importantissimo e prezioso”.
“Nel rapporto con le persone con disabilità – ha concluso il primo cittadino di Perugia – quello che si impara è che veramente esiste una reciprocità che abbatte ogni tipo di barriera”.


