Peste suina, parmigiano reggiano, cantine, agribusiness – Agrifood Magazine

Tabella dei Contenuti

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Peste suina, servono interventi immediati; 2) Il Parmigiano Reggiano sposa la Grappa del Trentino; 3) Cantine e vigneti spingono sull’innovazione; 4) Intesa San Paolo sostiene l’agribusiness

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Peste suina, servono interventi immediati: Occorre un intervento immediato per fermare la diffusione della peste suina e tutelare un settore che è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy a tavola, con un valore tra produzione e indotto di circa 20 miliardi di euro e centomila posti di lavoro. A lanciare l’appello è la Coldiretti che chiede un cambio di passo sulla gestione di una presenza di cinghiali ormai fuori controllo che sta facilitando la diffusione delle malattie e minaccia gli allevamenti. La fauna selvatica infatti, è l’unico vettore di diffusione della peste suina. Secondo le regole attuali basta un cinghiale malato rinvenuto a chilometri di distanza da una stalla per far scattare la decisione di abbattere migliaia di maiali perfettamente sani. “Bene ha fatto il ministro Lollobrigida – rileva Coldiretti – a chiedere dunque alla Commissione europea un approccio diverso, che tuteli le imprese e i consumatori”. “L’unica soluzione per fermare la diffusione della peste suina – sottolinea ancora – è mettere in campo tutte le azioni possibili per contenere l’invasione di fauna selvatica che ruba reddito e futuro alle imprese agricole. Il rischio immediato – secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero nel 2023 – è che il propagarsi della peste suina faccia scattare le restrizioni all’export, con un danno potenziale da 2,32 miliardi di euro. Ma a rischio c’è una filiera come quella suinicola italiana che è una delle più performanti dell’intero sistema agroalimentare nazionale con 5.000 allevatori professionali e altri 30.000 piccoli allevatori che allevano 10 milioni di suini che rappresentano il prodotto di base per la filiera dei grandi prosciutti Dop italiani (Parma San Daniele ma non solo) anche degli altri 20 tipicità Dop dei salumi.

2) Il Parmigiano Reggiano sposa la Grappa del Trentino: Il Parmigiano Reggiano torna al Vinitaly per declinare i suoi infiniti sapori, abbinato a vini e distillati, in un momento in cui si celebra il Made in Italy famoso in tutto il mondo. Non è un caso se le esportazioni di Parmigiano Reggiano rappresentano il 43% del mercato, gran parte in Europa, moltissimo in America, il primo mercato estero.

3) Cantine e vigneti spingono sull’innovazione: Non si arresta la voglia di innovazione delle aziende vitivinicole italiane. Tre su quattro hanno realizzato nel quinquennio 2017-2021 interventi per rinnovare le strutture e ammodernare impianti e processi. È quanto emerge dallo studio sull’innovazione nel settore vitivinicolo, realizzato dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) nell’ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale della Pac. Il 78% delle aziende si è dichiarata propensa a investire anche nei prossimi 5 anni, nonostante il quadro economico e geopolitico mondiale resti piuttosto critico. L’indagine, condotto su un campione di197 aziende vitivinicole e approfondita con focus group presso alcune realtà cooperative del settore, ha evidenziato anche la presenza di ostacoli alla realizzazione di investimenti nell’innovazione, come la ridotta dimensione delle imprese (45%), l’incertezza sui benefici degli investimenti (25%), il quadro di instabilità del mercato (24%), le difficoltà di accesso al credito (22%) e ai fondi comunitari (22%) e l’onerosità degli investimenti (22%). Gli investimenti hanno puntato soprattutto alla tecnologia, con l’introduzione in azienda di nuove soluzioni agritech e di applicazioni di agricoltura digitale. Tra le innovazioni a cui guardano le aziende per il prossimo futuro, trovano spazio la genetica, con lo sviluppo di nuove varietà resistenti e tecniche di evoluzione assistita in campo (Tea).

4) Intesa San Paolo sostiene l’agribusiness: Intesa Sanpaolo al Vinitaly per il terzo anno. Ad ogni edizione un motivo diverso per approfondire mercati e strategie a favore delle molte aziende che lavorano nel settore agroalimentare legato al Made in Italy. Tema di quest’anno: “Filiere di internazionalizzazione. Le imprese agroalimentari italiane tra vecchi e nuovi mercati”, che ha consentito di fare il punto su opportunità e sfide del settore vitivinicolo italiano, alla luce della specifica attenzione che la banca dedica al settore dell’Agribusiness.

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