PFAS, in Umbria partirà il monitoraggio nelle acque potabili. De Luca Il prossimo sarà il TFA

PFAS, in Umbria partirà il monitoraggio delle acque potabili. De Luca: “Il prossimo sarà il TFA”

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L’Umbria sarà la prima regione in Italia a monitorare i PFAS nell’acqua potabile. A Ecomondo l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha spiegato gli obiettivi del protocollo firmato a ottobre.

L’Umbria sarà la prima regione in Italia ad avviare il monitoraggio dei PFAS nelle acque potabili. Nell’ambito di Ecomondo, la fiera internazionale sulla green, blue e circular economy che si è svolta a Rimini dal 4 al 7 novembre, l’Assessore all’ambiente, all’energia e alla programmazione territoriale della Regione Umbria Thomas De Luca, ha spiegato a TeleAmbiente gli obiettivi del protocollo appena firmato, che consentirà analisi costanti dell’acqua di rubinetto su tutto il territorio umbro.

“Oggi si inizia a parlare i PFAS, noi lo facevamo anche ieri, quando purtroppo non venivamo presi sul serio. In questo momento governiamo la regione e siamo in grado di attuare quelle politiche che ci sono a cuore – ha dichiarato l’assessore. – È evidente che in futuro, in maniera sempre più capillare, andremo a garantire ulteriormente la salute dei cittadini. Non abbiamo fatto altro che anticipare l’obbligo di legge che entrerà in vigore, salvo proroghe, il 13 gennaio 2026. Abbiamo voluto semplicemente dare il buon esempio e quindi anticipare questo adempimento anche se non era previsto da un obbligo ancora cogente”.

“Poi entrerà in vigore anche il monitoraggio del TFA – ha continuato De Luca – è evidente che vogliamo concentrarci su quello che ha un impatto più significativo sulla salute e già oggi possiamo comunque dire che attraverso questa misura daremo una garanzia ulteriore ai nostri cittadini, avendo la piena certezza che l’acqua sarà perfettamente potabile e sana”.

Il monitoraggio segna l’inizio di un’azione strategica che – secondo De Luca – consentirà di intervenire in modo sempre più tempestivo ed efficace in futuro, anche in caso di contaminazioni diverse, come quella da microplastiche: “È evidente che non si trova quello che non si cerca, bisognerà valutare sul campo quello che accadrà, ma questo ci dà la certezza che in situazioni di non conformità potremo intervenire andando a implementare approvvigionamenti da acqua pulita”, ha concluso l’assessore regionale all’Ambiente.

I controlli sui campioni del trimestre ottobre-dicembre 2025 saranno eseguiti prima del 13 gennaio 2026 e verranno pubblicati in forma di relazione tecnico-scientifica. L’accesso ai dati sarà garantito anche ai cittadini, mentre in una fase successiva è prevista la pubblicazione online sul sito dedicato.

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