Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente e attuale vicepresidente della Camera dei deputati, ha organizzato un incontro tra rappresentanti politici e istizuionali, esperti tecnici e operatori del settore. Da questo punto di vista, l’Italia è un esempio abbastanza virtuoso a livello globale e a livello tecnico ci sono state grandi novità, ma ci sono ancora alcuni aspetti da migliorare per raggiungere obiettivi concreti di economia circolare.
La gestione e lo smaltimento degli pneumatici fuori uso sono una questione ambientale di enorme rilevanza, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Da questo punto di vista, il nostro Paese rappresenta un esempio abbastanza virtuoso a livello globale, anche se c’è ancora molto da fare per ottimizzare il sistema complessivo. Proprio per questo, su iniziativa del vicepresidente Sergio Costa, alla Camera dei deputati è stato organizzato un incontro tra rappresentanti politici e istituzionali, esperti tecnici e operatori del settore. I partecipanti si sono confrontati sugli importanti risultati ottenuti negli ultimi anni e sulle criticità da risolvere per raggiungere obiettivi virtuosi in termini di economia circolare.
“Intanto devo dire che oggi c’erano praticamente tutti: coloro che si occupano della questione in termini imprenditoriali, in termini di rappresentanza politica, in termini di gestione ministeriale e gli stakeholders in generale. Questa è una cosa molto bella, perché è raro che accada e questo vuol dire che c’è un interesse. L’altro dato da riferire è che noi, come Italia, sulla gestione dei pneumatici fuori uso non siamo gli ultimi, bensì siamo ai primissimi posti a livello mondiale” – ha spiegato Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera – “Questo vuol dire che, per come è stata pensata, l’organizzazione è abbastanza funzionante. Ora deve funzionare al meglio possibile, dobbiamo passare dall’abbastanza all’ideale. C’è uno spazio ancora da recuperare, che sostanzialmente vuol dire trasparenza, tracciabilità e rintracciabilità dello pneumatico, in modo tale che il cittadino, quando paga il contributo ambientale, sia anche soddisfatto che quel contributo vada davvero al miglioramento ambientale, che il commercio e la distribuzione degli pneumatici funzioni veramente e che, anche se si compra su piattaforme informatiche, quegli pneumatici sono tracciati“.
“Oggi abbiamo un deficit di circa 30-40 mila tonnellate di pneumatici non tracciati. Abbiamo un problema collegato con i gommisti che si ritrovano a stoccare, talvolta, quantità innumerevoli di pneumatici fuori uso che devono essere ritirati. Abbiamo anche la questione della gestione complessiva del sistema di raccolta degli imprenditori e dei consorzi che gestiscono il sistema. I consorzi sono 24, e sono troppi player: questo sistema va riorganizzato e rimodernato” – ha aggiunto il già ministro dell’Ambiente – “Oggi abbiamo messo al centro tutti questi temi, ne abbiamo parlato, ne abbiamo discusso approfonditamente e abbiamo deciso di convocare, nei prossimi giorni, un tavolo tecnico e non politico, perché la questione è in primis tecnica. Lo scopo è che tutti i presenti oggi possano produrre e proporre delle soluzioni, armonizzate tra di loro, al decisore politico che oggi era presente e che desidera essere compulsato in termini concreti. Per fare questo, c’è bisogno di una piattaforma, il tavolo tecnico appunto, quindi abbiamo iniziato un percorso e ci siamo dati un tempo tecnico breve, in modo da chiudere quel percorso entro la fine dell’estate. L’obiettivo è portare questa proposta, sollecitata da tutto il mondo politico, sul tavolo del governo e del Parlamento, in modo da farla diventare una norma il prima possibile. Mi sembra che stiamo camminando bene“.
“In questi anni si è fatto molto sui sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), ma molto rimane ancora da fare. La digitalizzazione, per una serie di motivi, rappresenta una strategicità: per i dati, per la tracciabilità, per l’analisi, per i flussi e per modernizzare il Paese, perché con i dati e la loro analisi approfondita è possibile trarre delle conclusioni per migliorare il sistema e raggiungere i reali obiettivi” – il punto di Luca Proietti, direttore generale della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE – “Gli obiettivi sono quelli del riciclo e della vera economia circolare, infatti gli EPR sono parte fondamentale della strategia nazionale per l’economia circolare. Già a febbraio abbiamo raggiunto un risultato importante con l’entrate in vigore del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), oggi compiamo un ulteriore passo“.
“Da oggi è infatti in vigore il registro per gli EPR, dove all’interno è compreso anche il registro obbligatorio degli pneumatici. C’è anche una parte dedicata alle piattaforme tecnologiche, che era una delle criticità principali evidenziate” – ha concluso l’ingegner Proietti – “Ci sono altre criticità come la disomogeneità della raccolta a livello nazionale, che evidenzia anche una parte di illegalità nel settore anche se fortunatamente minima. Dobbiamo infatti ricordare che questo settore è abbastanza virtuoso“.


