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Ponte, Bonelli e Piccolotti: “Progetto illegittimo, il governo non è al di sopra della legge”

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La denuncia dei due deputati di Alleanza Verdi e Sinistra: “Questi documenti, opportunamente tenuti nascosti, dimostrano che il progetto è vecchio di 28 anni e che il pilone di Cannitello poggerà su una faglia attiva e sicura. Berlusconi voleva che i privati pagassero il 60% dei costi, con il governo attuale è tutto a carico dei cittadini”.

Dopo la bocciatura della delibera del Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina, da parte della Corte dei Conti, il governo è corso ai ripari. A Palazzo Chigi si è tenuta una riunione straordinaria, a cui ha partecipato anche Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina, per concordare di andare avanti nonostante i rilievi dei magistrati contabili. Negli stessi minuti, Angelo Bonelli ed Elisabetta Piccolotti, deputati di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno incontrato i giornalisti esibendo alcuni documenti che dimostrano le gravi carenze nel progetto del Ponte. Un progetto non solo ormai ampiamente obsoleto, ma neanche aggiornato e con criticità anche per quanto riguarda le coperture economiche.

Siamo oggi nella condizione di fornirvi alcuni documenti che evidenziano in maniera chiara che ci troviamo di fronte a una truffa di Stato. Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno nascosto agli italiani che si sta parlando di un progetto vecchio di 28 anni, non sono solo parole. Ecco il documento che hanno tenuto nascosto nel loro cassetto: questo è il parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici del 10 ottobre 1997, l’unico parere a cui è stato sottoposto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Quello che diciamo è tanto vero che il governo e la società Stretto di Messina sono stati costretti, su sollecitazione della Corte dei Conti, a dover ammettere questo” – ha spiegato Angelo Bonelli – “Gli italiani sappiano che per non fare una nuova gara e fare un ‘magna magna’ incredibile è stata fatta un’operazione indegna. Aggiungo un altro aspetto: ci sono documenti che forniremo nelle sedi competenti, ci sono anche documenti dell’Ispra e della stessa società Stretto di Messina, che indicano che il pilone di Cannitello si trova su una faglia attiva e certa, perché il progetto è vecchio di 28 anni. Hanno anche violato una direttiva europea, lo dice anche la Corte dei Conti. E sapete perché? Silvio Berlusconi, che era un po’ più liberale di questi – pensate cosa mi tocca dire – aveva pensato ad un progetto del Ponte a project financing, finanziato al 60% dai privati e al 40% dallo Stato. Poi è arrivato Salvini e adesso paga Pantalone: il 100% sarà pagato dallo Stato, è una gravissima violazione della direttiva europea sulla concorrenza, che prevede che il 50% dell’aumento del costo dell’opera deve essere sottoposto a una nuova gara. Ebbene, nel 2006 quell’opera costava 3,9 miliardi, oggi ne costa 14,5 miliardi e pagano gli italiani“.

Voglio dire una cosa a Giorgia Meloni, che ha fatto delle dichiarazioni scandalose dal punto di vista della tenuta democratica e del rispetto degli organismi costituzionali: lei non è padrona dello Stato, deve rispettare le leggi dello Stato e deve sottomettere anche l’azione del governo all’azione di controllo di questi organismi, che le hanno detto che ci sono diversi, gravissimi profili di illegittimità. Vogliono andare avanti? Ci hanno accusato di fare tanti esposti, ma meno male che ci siamo noi, altrimenti questo ‘magna magna’ sarebbe andato avanti senza nessun problema” – ha aggiunto il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde – “Lo diciamo chiaramente: se decideranno di andare avanti, fregandosene dei rilievi della Corte dei Conti, dei tecnici e di tutti i problemi che abbiamo sollevato, noi andremo alla Corte di Giustizia europea e vinceremo. E a quel punto, dovranno dire agli italiani perché hanno sottratto 15 miliardi di euro al trasporto pubblico, alle pensioni e alla sanità. Presenteremo un emendamento in Finanziaria, per chiedere che questi soldi vengano destinati alla sanità, al trasporto pubblico e alle pensioni“.

La Corte dei Conti ha un lavoro preciso, che è quello non di valutare l’opportunità del progetto, ma di controllare che i progetti economici e le coperture con cui verrà realizzato il Ponte siano corrette dal punto di vista legislativo e siano capaci di evitare sperpero di denaro. La Corte dei Conti sta dicendo che il progetto del Ponte è fallace, sbagliato e non tiene dal punto di vista economico. Quello che stiamo chiedendo a Giorgia Meloni è: ma davvero volete andare avanti con un progetto che non tiene e che si configura come sperpero di 14 miliardi che – ricordiamo – viene dalle tasse di tutti i cittadini. A nessun governo è permesso di buttare i soldi degli italiani dalla finestra, a nessun governo è permesso di sottrarsi al normale controllo dell’operato delle amministrazioni centrali” – ha spiegato Elisabetta Piccolotti – “Attaccare la Corte dei Conti perché ha rilevato le mancanze che Angelo Bonelli e Avs avevano già segnalato da molti mesi a questa parte, è un atto di assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’equilibrio dei poteri in questo Paese. È un atto antidemocratico che non possiamo permettere, torniamo al merito, la verità è che questo progetto va riscritto perché è del 1997. Sfido chiunque, qualsiasi imprenditore normale di questo Paese, a sostenere che è normale spendere 14 miliardi per un progetto del 1997 che non viene aggiornato, che non prevede ricalcoli economici e senza nuove gare d’appalto. È una lesione gravissima del principio del buon governo che invece dovrebbe essere sempre rispettato“.

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