Il governo ha ora venti giorni di tempo per inviare tutti i chiarimenti richiesti, che sono di natura economico-finanziaria, ma anche normativa e procedurale.
Come era prevedibile, la prima fase di cantierizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è destinata a slittare ancora. La Corte dei Conti, infatti, non ha approvato la delibera del Cipess (il Comitato interministeriale, presieduto da Giorgia Meloni, che ad agosto aveva approvato il progetto), rilevando la necessità di alcuni chiarimenti e dettagli. La magistratura contabile ha inviato un documento alla Presidenza del Consiglio, sottolineando che “risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione difettando, a sostegno delle determinazioni assunte dal Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell’iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori“. La delibera, secondo la Corte dei Conti, “si appalesa più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze di dette attività, sotto il profilo sia fattuale che giuridico“.
I chiarimenti richiesti dalla Corte dei Conti riguardano più aspetti. In primis, l’acquisizione di documentazione e atti, prodotti dalla società Stretto di Messina Spa, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Cipess. Altri dubbi vengono invece posti sulla legittimità dell’interesse pubblico e strategico, e dell’assenza di idonee alternative progettuali, stabilita da una delibera del Consiglio dei ministri dello scorso 9 aprile. Vengono poi richiesti ulteriori aggiornamenti sull’interlocuzione avviata con la Commissione europea, ma anche altri chiarimenti dal punto di vista economico: “Perplessità si manifestano in merito al disallineamento tra l’importo asseverato dalla società Kpmg in data 25 luglio 2025 – quantificato in euro 10.481.500.000 – e quello di euro 10.508.820.773 attestato nel quadro economico approvato il 6 agosto 2025“.
Le criticità non finiscono qui. Secondo la Corte dei Conti, alcune incongruenze emergono in merito alle stime di traffico e al piano tariffario stabilito da uno studio redatto dalla società di consulenza TPlan Consulting, di cui vengono chiesti chiarimenti sulla modalità di scelta. Non si tratta di una bocciatura in toto, ma ora il governo ha venti giorni di tempo per fornire alla Corte dei Conti tutti i chiarimenti richiesti in merito ai tempi e alle modalità con cui si è giunti alla delibera finale del Cipess. A questo punto, è assai improbabile che i primi cantieri possano partire, come aveva annunciato recentemente Matteo Salvini, entro la fine del mese di ottobre.
Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tuttavia, trapela comunque un certo ottimismo. “Tutti i chiarimenti e le integrazioni chieste dalla Corte dei Conti fanno parte della fisiologica interlocuzione tra istituzioni e saranno fornite nei tempi previsti, a maggior ragione per un’opera così rilevante” – si legge in una nota del Ministero presieduto dal vicepremier e leader della Lega – “Il Ponte sullo Stretto non è in discussione e gli uffici competenti sono già al lavoro“.
Dello stesso tenore, anche la reazione del ‘dominus’ del Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci. “La Corte dei Conti ha trasmesso al Dipe – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, alcune osservazioni e richieste di precisazioni e integrazioni documentali” – si legge in una nota dell’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa – “L’Ufficio di Controllo della Corte dei Conti non ha espresso alcuna bocciatura, giudizio di inadeguatezza né richieste di integrazione del progetto definitivo. Stretto di Messina, di concerto con le istituzioni interessate, fornirà tutti gli elementi utili per consentire alla Corte di completare l’istruttoria finalizzata a registrare la delibera del Cipess, nella consapevolezza di aver operato nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa italiana ed europea“.
“I rilievi della Corte dei conti sono importantissimi e confermano quello che sosteniamo da sempre: la progettazione del Ponte sullo Stretto è deficitaria e carente delle informazioni necessarie a renderne sostenibile la realizzazione dal punto di vista economico. La Corte dei conti richiama inoltre quanto da noi evidenziato sulla delibera IROPI, con cui il governo ha dichiarato il Ponte “opera di interesse strategico militare e di sicurezza” per bypassare i vincoli ambientali europei. Su questo punto la Commissione UE, dopo il nostro esposto, ha chiesto chiarimenti. Non meno grave è la violazione della normativa sugli appalti pubblici, su cui anche il vicepresidente della Commissione europea Sejourné ha chiesto spiegazioni” – il commento di Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde – “L’assenza di trasparenza è ormai evidente: la società Stretto di Messina mi ha negato i documenti relativi ai rapporti con Webuild, sostenendo che un parlamentare della Repubblica non avrebbe titolo a visionarli. Una motivazione inaccettabile, soprattutto perché parliamo di 13,5 miliardi di euro di soldi pubblici, con pesanti conseguenze sulla finanza dello Stato. Chiedo alla premier Meloni anche nella sua qualità di presidente del CIPESS di rendere pubblici tutti i documenti sul ponte secretati da società stretto di Messina, di consentire ai cittadini di fare le loro osservazioni, e sollevi Salvini dal ministero e lo sostituisca. Non si può andare avanti con un’opera che presenta gravi lacune economiche, ambientali e procedurali“.
“La solita propaganda di Salvini si è scontrata con la Corte dei Conti, che ha mosso una serie di rilievi sulla delibera del Cipess. Salvini venga in Aula a riferire per il suo ennesimo fallimento, perché la Corte dei Conti ha mosso una serie di rilievi in ambito ambientale e in ambito economico” – ha commentato Alessandro Caramiello, deputato del Movimento 5 Stelle – “Salvini si occupasse dei problemi della Sicilia, basti pensare che per un treno Trapani-Ragusa il tempo impiegato arriva fino a 14 ore. Quindi venga a riferire in Aula e la smetta con la solita propaganda“.


