ponte sullo stretto cipess angelo bonelli

Ponte sullo Stretto, ok del Cipess. Bonelli: “Colossale sperpero di soldi pubblici”

Tabella dei Contenuti

Dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (che riunisce sette ministri, tra cui Matteo Salvini, e la premier Giorgia Meloni) è arrivato il via libera agli investimenti per almeno 13,5 miliardi di euro. Restano però evidenti criticità: dalle autorizzazioni in deroga alle prescrizioni non ancora rispettate, passando per la violazione di alcune direttive europee. Ma anche il finanziamento pubblico, quando Sicilia e Calabria stanno affrontando diverse emergenze anche ambientali, e la questione della sismicità della zona in cui sorgerà uno dei piloni del lato calabrese del Ponte.

Come era ampiamente prevedibile e scontato, il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, dando l’ok a investimenti per almeno 13,5 miliardi di euro. Esulta Matteo Salvini ma restano diverse criticità nonostante l’ok del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, che riunisce lo stesso vicepremier e ministro dei Trasporti, la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quello degli Esteri Antonio Tajani, quello dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, quello delle Imprese Adolfo Urso, quello dell’Ambiente Gilberto Pichetto e quella del Lavoro, Marina Elvira Calderone.

 

La Commissione VIA – VAS aveva concesso infatti l’autorizzazione in deroga sulla base di mancanza di alternative al progetto non impattanti, dell’interesse pubblico rilevante e delle compensazioni ambientali. In questo modo, si può bypassare la richiesta di un parere sul progetto all’Unione europea. Inoltre, non va dimenticato come in fase di valutazione d’incidenza, la Commissione nominata dal Ministero dell’Ambiente avesse sottolineato ben 62 prescrizioni a cui ottemperare e non ancora rispettate. Infine, il governo ha addotto per il Ponte sullo Stretto motivazioni di interesse strategico dal punto di vista della sicurezza militare, della sanità e della protezione civile.

Non va però dimenticato che il progetto andrà ad interferire con l’applicazione di due direttive europee, Habitat e Uccelli, dal momento che i lavori interesseranno anche i siti della Rete Natura 2000. Anche per questo motivo, associazioni ambientaliste come WWF Italia, Greenpeace Italia, Legambiente e Lipu hanno appena presentato un nuovo reclamo all’Unione europea, dopo il primo, risalente alla fine dello scorso marzo.

Una certa perplessità, per usare un eufemismo, viene espressa anche da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. “Il governo Meloni, e in particolar modo Salvini, ha approvato il più grande e colossale sperpero di denaro pubblico. Quasi 15 miliardi di euro, e non sappiamo se basteranno, per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, ovvero un progetto che fu fatto 25 anni fa, e ora lo ripropongono senza alcuna gara d’appalto. Le vere priorità del Paese sarebbero investire nel trasporto pubblico, nelle ferrovie (in Sicilia e in Calabria si va ancora a binario unico), nelle scuole, nei depuratori e nell’acqua che in Sicilia non c’è” – ha spiegato il portavoce di Europa Verde – “Per Salvini la priorità è un’infrastruttura che tra l’altro ha il pilone lato Calabria, a Cannitello, che insiste su una faglia sismica attiva, come segnalava l’Ispra. Sono stati esautorati i pareri di importanti enti pubblici come Ispra o Ingv. L’Anac ha segnalato che si tratta di un grande regalo ai privati, ma il suo parere è stato assolutamente disatteso. Abbiamo presentato diversi esposti e anche l’ennesimo reclamo all’Unione europea, siamo convinti che non finirà qua perché le violazioni, dal nostro punto di vista, sono tante“.

 

Pubblicità
Articoli Correlati