Quando i fondi della ricerca vengono utilizzati per trovare nuovi giacimenti petroliferi

La Russia ha scovato un gigantesco pozzo petrolifero in Antartide: “È ricerca scientifica”

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In Antartide una nave da ricerca russa ha scovato un enorme pozzo petrolifero. Ma i fondi servirebbero a implementare la ricerca sulla mitigazione e l’adattamento climatico.

L’aumento generalizzato delle temperature globali è ormai un dato di fatto. Come un dato di fatto sono le cause: l’utilizzo di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) da parte dell’essere umano.

Ma la consapevolezza non sembra bastare a porre rimedio alla crisi climatica e alla volontà da parte degli stati di trovare nuovi giacimenti petroliferi.

Una nuova, preoccupante, storia in questo senso arriva dalle regioni antartiche.

La Russia scova un pozzo petrolifero gigantesco

La Rosgeo, la più grande compagnia di esplorazione geologica della Russia, ha fatto sapere di essere riuscita a scovare enormi riserve di petrolio e di gas nel sottosuolo dell’Antartico.

511 miliardi di barili di petrolio. A tanto ammonterebbe, secondo gli esperti, la quantità di greggio estraibile dal pozzo scoperto dai russi. Un pozzo che, però, si trova in un pezzo di mare rivendicato dal Regno Unito.

A rendere pubblici i dettagli di questa storia è stato l’Environmental Audit Committee, cioè il Comitato di controllo ambientale della Camera dei Comuni della Gran Bretagna.

Nel 2020, ha fatto sapere il Comitato britannico, la società russa di esplorazione mineraria Rosgeo aveva reso noto che la nave da ricerca Alexander Karpinsky aveva terminato una mappatura completa del sottosuolo di ampie zone antartiche che avrebbero determinato anche la presenza di giacimenti di petrolio e gas naturale. Ricerca scientifica, dunque. Niente più di questo.

Spostare i fondi nella ricerca contro i cambiamenti climatici

La ricerca scientifica effettuata dalla nave russa ha portato al ritrovamento del gigantesco giacimento petrolifero in una zona dell’Oceano Antartico su cui ricadono le rivendicazioni di Londra.

Le rivendicazioni da parte del Regno Unito e più in generale il Trattato sull’Antartide del 1959 fanno sì che quel ritrovamento possa restare lì, sotto terra, senza fare danni con le trivellazioni.

Eppure ciò che emerge da questa storia è che da anni i governi mondiali (non solo la Russia, beninteso) continuano a finanziare la ricerca di nuovi giacimenti di greggio spacciandoli per ricerche a scopi scientifici.

Gli investimenti pubblici e privati nel settore degli idrocarburi sono in costante crescita e questo nonostante sia chiaro che per mitigare il cambiamento climatico e per implementare politiche efficaci di adattamento servono fondi da destinare alla ricerca scientifica e tecnologica in questi settori.

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