Nato come progetto pilota alla fine del 2021, RECAP, ideato da illycaffè e Nestlè Italia, è attualmente attivo in 37 centri di raccolta tra Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Quasi quattro anni dopo, il progetto ha dimostrato di funzionare: la plastica viene avviata al riciclo, il caffè diventa fertilizzante. Ed è per questo che ora è necessario estendere RECAP a livello territoriale, diffondendolo in altre zone d’Italia, e strutturale, potenziando il sistema dei punti di raccolta.
Si chiama RECAP ed è un interessante progetto di smaltimento delle capsule di caffè, ideato da illycaffè e da Nestlè Italia. Un prodotto di scarto estremamente inquinante, quasi sempre smaltito senza alcun trattamento, e che invece con questo nuovo progetto, attivo in 37 centri di raccolta tra Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, punta a separare la plastica dal caffè per ottenere nuovi prodotti. La plastica può infatti essere riciclata, mentre il caffè viene avviato alla valorizzazione come fertilizzante.
Al progetto RECAP hanno recentemente aderito anche altre aziende produttrici, come Esse Caffè e Caffè Borbone, e la sinergia con i Comuni e le Regioni che gestiscono gli attuali punti di raccolta è la dimostrazione di un’eccellente collaborazione tra pubblico e privato. A quasi quattro anni dalla partenza del progetto pilota, visti i risultati positivi, è giunto il momento di estendere il progetto a livello territoriale e strutturale: da un lato introducendolo in altri Comuni e Regioni d’Italia, dall’altro rafforzando e ampliando la raccolta, finora possibile solo in alcune isole ecologiche, in collaborazione con la grande distribuzione organizzata e con il settore della distribuzione automatica.
RECAP ha dimostrato di essere una best practice perfettamente estendibile e replicabile in tutta Italia, ed è per questo che un approccio integrato di filiera, oltre alla collaborazione con le istituzioni, compreso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, può e deve garantire la possibilità di un futuro circolare anche per le capsule di caffè in plastica.
“Ho portato questa esperienza, questa buona pratica, in Parlamento, proprio perché deve essere estesa. Adesso viene effettuata solo in alcune zone del Friuli-Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna. Perché non portarla anche in Puglia? È quello che io farò, perché bisogna sensibilizzare la gente e far capire che ciò che era un rifiuto può essere utilizzato in un altro modo” – ha spiegato Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle e componente della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) della Camera – “Ci vuole una raccolta, il punto critico riguarda proprio i punti di raccolta. Serve una sinergia a livello comunale e regionale per creare dei punti di raccolta, ma a questo punto lo Stato, il policy-maker, deve dare anche un supporto, magari a livello di incentivi, e magari chiudendo i vuoti normativi che ci sono. Dobbiamo far sì che ogni cosa che per noi è un rifiuto, possa diventare una risorsa. Questo è un esempio“.


