Riduzione del 20% della Pac, Coldiretti: "Pronti a mobilitazione permanente per 2 anni"

Riduzione del 20% della Pac, Coldiretti: “Pronti a mobilitazione permanente per 2 anni”, WWF: “Il governo si opponga”

Tabella dei Contenuti

È scontro aperto sulla Politica Agricola Comune (Pac) tra agricoltori e Commissione europea. La riforma annunciata da Ursula von der Leyen prevede il taglio del 20% dei fondi attualmente stanziati dall’Unione europea per il suo comparto agricolo.

I produttori agricoli parlano apertamente di un tradimento dopo le rassicurazioni arrivate lo scorso anno dalla Commissione sull’importanza strategica riconosciuta all’agricoltura e alla pesca nell’Unione a seguito delle proteste che hanno visto i trattori di mezza Europa “marciare” su Bruxelles.

Il bilancio 2028-2034 potrebbe essere quindi molto più leggero rispetto al presente, un’eventualità contro al quale si sono già mobilitate realtà come Coldiretti che ha organizzato manifestazioni di protesta tanto a Bruxelles quanto in Italia.

Il piano della presidente della Commissione europea di far rientrare la Pac all’interno di un Fondo unico equivale a smantellare la Politica Agricola Comune, sostengono le associazioni di categoria.

Nel contesto agitato dai negoziati sui dazi tra Stati Uniti e Unione, l’annuncio del taglio alla Pac viene ricevuto dal settore con un netto no.

Protestano non solo gli agricoltori ma anche le marinerie: “La Commissione ha deciso di compiere un passo indietro rinnegando di fatto l’essenza stessa dell’Unione Europea smantellando per la prima volta il principale pilastro della casa comune dell’Unione, ovvero la Politica Agricola Comune, l’unica vera politica che l’Europa ha promosso e perseguito fin dalla sua nascita in maniera strutturale e coesa”. Così il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei.

Coldiretti pesca denuncia la riduzione di 2/3 delle risorse destinate al settore ittico, da “6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi le risorse per la filiera, con una perdita netta del 67%.” A causa del calo delle imbarcazioni e delle politiche comunitarie la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti di pesce è passata nel giro degli ultimi quarant’anni dal 30% all’85%, secondo l’analisi di Coldiretti Pesca.

Netta la condanna di Coldiretti che chiede un incontro urgente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida:

Ha vinto la linea politica della Presidente Von der Leyen che ha imposto ai commissari tagli draconiani – attaccano Prandini e Gesmundo – Sono imbarazzanti in particolare le parole del Commissario all’Agricoltura Hansen che dichiara di aver salvato l’80% del budget Pac. Sarebbe stato più dignitoso dimettersi, ammettendo una sconfitta clamorosa con un taglio di un quinto delle risorse precedenti che ha votato anche lui, garantendo l’unanimità”.

L’associazione annuncia di essere pronta a dar vita a una mobilitazione permanente per i prossimi due anni; “perché non ci rassegniamo a chi vuole togliere i soldi alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati e rovinare la salute dei consumatori, depotenziando un settore strategico per l’Europa e per l’Italia in particolare, come l’agricoltura e l’agroalimentare. Abbiamo davanti due anni per combattere questa deriva – concludono -, salvare gli agricoltori e scongiurare la fine del sogno europeo.”

Anche il WWF prende posizione contro il nuovo bilancio dell’Unione che cancella il programma Life e gli obiettivi ambientali della Pac.

Riguardo la Pac, sebbene l’introduzione di un tetto ai pagamenti per ettaro, sia valutata positivamente poiché mira a correggere alcuni squilibri storici nella distribuzione dei fondi, la Politica Agricola Comune risulterebbe depotenziata a causa di “un’impostazione che privilegia la flessibilità nazionale a scapito di obiettivi ambientali comuni vincolanti.” La totale assenza di vincoli di spesa e valutazione dei risultati per le misure agroambientali e climatiche, “ora completamente lasciate alla discrezionalità degli Stati membri, rischia di svuotare di contenuto gli strumenti più importanti per proteggere suolo, acqua, biodiversità e clima. ”

Il programma Life, ricorda il WWF, era l’unico strumento europeo interamente destinato a progetti per il clima e l’ambiente. Qualora fosse assorbito dal Fondo Europeo per la Competitività, andrebbe a finire in un contenitore pensato per sostenere l’industria. Un errore clamoroso, sottolinea l’associazione, “che mette a rischio migliaia di progetti in tutta Europa e in Italia (principale beneficiaria del Programma). Senza LIFE, viene meno un canale di finanziamento accessibile, trasparente e stabile per la società civile, il mondo scientifico e gli enti locali.”

Non basta il target di spesa fissato al 35% a compensare quello che l’associazione ambientalista considera un duro colpo per l’ambiente. Il target di spesa diventa una foglia di fico che non riesce a nascondere la minaccia alla biodiversità che deriva dal voler riunire tutte le spese ambientali sotto un unico target, il rischio è che soluzioni false o dilatorie vengano fatte passare per decarbonizzazione. Secondo l’associazione almeno il 50% del bilancio dovrebbe essere destinato a “veri investimenti per il clima e la natura.”

Anche il WWF fa appello al governo e agli europarlamentari italiani affinché si oppongano alla proposta della Commissione.

Pubblicità
Articoli Correlati