Rifiuti organici, climate change, sport, ambiente, greenwashing – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti organici; 2) 150 scienziati lanciano l’allarme sul decreto Bollette e il climate change; 3) Lo sport italiano in campo per l’ambiente; 4) Ricerca italiana sul greenwashing: servono nuovi incentivi

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti organici: nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti organici nei Paesi del Mediterraneo saranno sviluppate e testate nell’ambito del progetto europeo Mediterranean Waste Innovations for Sustainable Environments (Medwise), partecipano 7 partner di 6 Paesi diversi, tra cui per l’Italia l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e l’Università di Catania come coordinatore.

2) 150 scienziati lanciano l’allarme sul decreto Bollette e il climate change: Centocinquanta tra scienziati ed economisti italiani lanciano un appello al governo sul decreto Bollette, chiedendo di non indebolire le politiche europee per la decarbonizzazione e di rafforzare le strategie di adattamento al cambiamento climatico. La lettera è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Tra i firmatari figurano il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, l’economista Carlo Carraro e il climatologo del CNR Antonello Pasini. Gli studiosi invitano l’esecutivo a sostenere strumenti come il sistema europeo di scambio delle emissioni, che ha già dimostrato di ridurre l’inquinamento e favorire l’innovazione industriale a costi sostenibili. Nel documento si sottolinea come i recenti eventi estremi che hanno colpito il Sud Italia non siano episodi isolati, ma segnali di un trend ormai evidente: l’aumento delle temperature globali rende più frequenti e intensi cicloni, alluvioni e ondate di calore. Il caso di Niscemi viene indicato come simbolo di un Paese fragile di fronte al clima che cambia. L’Italia resta tra le nazioni europee più esposte al rischio di frane. Per gli scienziati, servono decisioni fondate sui dati e una visione di lungo periodo per proteggere cittadini, territori ed economia.

3) Lo sport italiano in campo per l’ambiente: Lo sport italiano in campo per l’ambiente. Nel corso di un evento a Casa Italia a Milano, moderato dal giornalista sportivo Massimo Callegari, il Coni e Conai hanno siglato un Protocollo che fino al 31 dicembre 2028, in coincidenza con la conclusione del quadriennio olimpico in corso, porterà riciclo, linee guida ambientali e cultura della sostenibilità dentro stadi e manifestazioni in tutto il Paese. L’intesa Coni-Conai – firmata alla presenza tra gli altri di due campioni olimpici del Team Italia come Valentina Rodini e Fausto Desalu – introduce un elemento innovativo: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro.

4) Ricerca italiana sul greenwashing: servono nuovi incentivi: Le imprese possono migliorare davvero il proprio impatto ambientale e allo stesso tempo praticare greenwashing. È quanto emerge da una nuova ricerca della Libera Università di Bolzano, pubblicata sulla rivista scientifica Economics Letters. Lo studio analizza il comportamento delle aziende quando i consumatori non sono in grado di verificare direttamente la qualità ambientale dei prodotti e devono affidarsi alle informazioni fornite dalle imprese. In questo contesto, spiegano i ricercatori, investimenti reali nella sostenibilità e comunicazione “verde” ingannevole spesso procedono insieme. Un risultato controintuitivo riguarda proprio i consumatori: quando diventano più informati e attenti, le imprese riducono il greenwashing, ma diminuiscono anche gli investimenti ambientali concreti. Segno che la sola consapevolezza non basta a rendere i mercati più sostenibili. Secondo Federico Boffa, professore di Economia applicata, “il greenwashing non è l’opposto degli investimenti ambientali: le aziende spesso fanno entrambe le cose”. La ricerca lancia quindi un messaggio chiaro ai decisori pubblici: combattere il greenwashing è necessario, ma servono soprattutto politiche e incentivi economici mirati per spingere le imprese verso una sostenibilità reale e misurabile, evitando effetti collaterali che rischiano di frenare proprio gli investimenti verdi.

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