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Pesca di frodo e rifiuti in mare, blitz Gdf nel porto di Bari

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Smantellati 80 ormeggi e 13 scalandroni di approdo, raccolte e correttamente conferite in discarica 19 tonnellate di rifiuti. Ripristinato il decoro, ma non è stato possibile risalire all’identità dei responsabili della pesca di frodo. 

Un blitz della Guardia di Finanza nel porto di Bari ha consentito di bloccare le attività di alcuni pescatori di frodo, responsabili anche della dispersione di diverse tonnellate di rifiuti di vario genere, principalmente attrezzatura da pesca. I militari della Stazione Navale e del Reparto Operativo Aero Navale (Roan) del capoluogo pugliese, con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, sono intervenuti per rimuovere otto natanti di varie dimensioni e in cattivo stato di conservazione, oltre a reti e altre attrezzature da pesca non consentite, che erano state posizionate senza le necessarie autorizzazioni a bordo delle imbarcazioni e sulla banchina prospiciente agli ormeggi.

Alla fine, grazie anche all’intervento del Nucleo Sommozzatori, sono stati smantellati 80 ormeggi e 13 scalandroni di approdo che erano stati realizzati illecitamente nell’area demaniale senza alcuna autorizzazione. Le indagini, finora, non hanno consentito di risalire fino all’identificazione dei responsabili della pesca di frodo, ma l’intervento della Guardia di Finanza ha consentito di raccogliere e conferire correttamente in discarica ben 19 tonnellate complessive di rifiuti.

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