"Riso, clausola di salvaguardia sia forte", l'appello al Parlamento europeo di Coldiretti e Filiera Italia

“Riso, clausola di salvaguardia sia forte”, l’appello al Parlamento europeo di Coldiretti e Filiera Italia

Tabella dei Contenuti

Non solo il grano, anche il riso italiano è minacciato, non dai dazi statunitensi, ma dall’arrivo nel mercato Ue di riso non rintracciabile con la revisione del Regolamento Ue sul Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG). La questione non è da poco poiché l’Italia garantisce oltre il 50% dell’intera produzione di riso della Ue di cui è il primo fornitore. La richiesta al Parlamento europeo e al Consiglio europeo è di assicurare una clausola di salvaguardia forte.

Il regolamento si basa su una clausola di salvaguardia che, secondo Coldiretti e Filiera Italia, rischia di essere cancellata di fatto poiché l’ipotesi è di attivarla solo al superamento di oltre 600mila tonnellate di riso base lavorato. Ma si tratta, secondo le organizzazioni italiane, di “una quantità assolutamente inaccettabile considerato che il massimo storico di importazione registrato nella campagna più recente non supera le 560mila tonnellate.”

Allo stesso tempo, sottolineano i produttori, la cancellazione della regola sull’origine del codice doganale, non permetterebbe di dare trasparenza ai consumatori e “tutelare i produttori di riso italiani ed europei.”

Una clausola di salvaguardia realmente efficace per la tutela del settore risicolo italiano ed europeo, sottolineano, dovrà considerare non solo l’automatismo, “ma anche l’individuazione di quantità limite che consentano al meccanismo di scattare senza rischiare perturbazioni gravi di mercato, una durata congrua della stessa e, infine, una valutazione rispetto ai volumi complessivi di riso importato dai Paesi EBA.”

Quello della clausola di salvaguardia è secondo Coldiretti e Filiera Italia l’unico strumento di tutela per il settore “considerando che nell’ultima campagna commerciale si è registrata una vera e propria invasione di prodotto asiatico a dazio zero sul mercato UE, con le importazioni dalla Cambogia e dal Myanmar che hanno segnato un ulteriore incremento pari a circa il 10% rispetto alla campagna precedente. Uno strumento la cui efficacia sarà fondamentale anche alla luce dell’accordo Mercosur e dei relativi effetti sul settore risicolo derivanti dagli elevati contingenti di importazione agevolati.”

Le associazioni chiedono quindi: l’attivazione automatica della clausola al superamento di una quantità sostenibile che consideri l’andamento delle importazioni degli ultimi 10 anni e conseguente sospensione delle agevolazioni tariffarie per un periodo pari almeno a 12 mesi. In caso di mancato rispetto di tali condizioni, la clausola potrà considerarsi valida solo se definita su quantità molto più basse rispetto anche alla media dei 10 anni.

Importante tutelare non solo la filiera, ma anche i cittadini consumatori da prodotti “con standard ambientali e qualitativi ben al di sotto delle produzioni europee e italiane.” Da sempre Coldiretti si batte contro l’importazione in Italia di riso proveniente da paesi asiatici trattato con il triciclazolo, un potente pesticida vietato nell’Unione Europea.

Pubblicità
Articoli Correlati