Asfalto più sottile e con materiali più scadenti rispetto a quanto previsto dagli appalti, tranne in determinate strade che sarebbero state oggetto di controlli (e comunicate in anticipo da chi avrebbe dovuto occuparsi di vigilare sui lavori). Cinque imprenditori in carcere e 17 società interdette, ma anche oltre dieci indagati, tra cui alcuni funzionari pubblici.
Cinque imprenditori arrestati e portati in carcere e oltre dieci persone indagate, tra cui alcuni funzionari pubblici, per un caso di corruzione relativo agli appalti per la manutenzione stradale in diverse zone di Roma. La Guardia di Finanza della Capitale, su disposizione della Procura, ha anche eseguito una misura interdittiva per 17 società, molte delle quali intestate a prestanome ma riconducibili ad un solo gruppo imprenditoriale.
Secondo l’accusa, la procedura di gara per il rifacimento di arterie stradali di grande viabilità, con gli appalti banditi da Roma Capitale e dall’azienda regionale ASTRAL S.p.A. (Azienda Strade Lazio), era stata viziata in primis dalla presenza di varie società, solo in apparenza concorrenti ma di fatto collegate tra loro in un unico centro di interessi.
Il Campidoglio e ASTRAL, che risultano essere parte lesa, hanno collaborato con gli inquirenti avviando anche delle indagini interne e scoprendo che almeno tre funzionari avevano ricevuto diversi beni tra denaro liquido, pranzi, cene e soggiorni in albergo, ma anche orologi di lusso. In cambio, era stato stabilito un accordo per far sì che i controlli post opera del rifacimento del manto stradale avvenissero solo nelle zone in cui la manutenzione si era effettivamente svolta secondo gli accordi e in maniera efficiente. Nel resto delle strade su cui era previsto l’intervento, invece, lo spessore dell’asfalto era nettamente inferiore rispetto a quanto stabilito dagli appalti, così come il materiale utilizzato è risultato essere più scadente.
Le strade di grande viabilità interessate dai lavori effettuati dalle aziende interdette si trovano nel territorio dei Municipi I, III, VI, VII e IX di Roma, oltre a via Marco Simone a Guidonia, che era stata sottoposta ad un massiccio restyling in occasione della Ryder Cup di golf. Mentre le indagini proseguono, sia per accertare la posizione delle persone finite nel mirino degli inquirenti sia per ricostruire con esattezza quanto accaduto, gli indagati al momento sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.


