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Roma, torna Floracult con un’edizione dedicata a memoria, innovazione e sostenibilità

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“Tre giorni con persone speciali che ci parlano di fiori, ambiente, nuove possibilità future e di quelle poche che ci rimangono, quindi diamoci da fare”, Ilaria Venturini Fendi promotrice e organizzatrice manifestazione Floracult.

A Roma ai Casali del Pino, all’interno del Parco di Veio, si è tenuta l’undicesima edizione della mostra mercato di florovivaismo amatoriale Floracult, promossa e organizzata da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e designer, con la collaborazione di Antonella fornai, esperta di giardini, e dell’architetto Francesco Fornai, curatore manifestazione Floracult

Memoria e Innovazione è il tema del 2022. Le piante, e più in generale il mondo vegetale, conservano e proteggono una memoria antica dalla quale nascono tradizioni, cultura, ma anche innovazione.

 

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“Dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia siamo riusciti a riprendere Floracult. Questo è un lavoro che ci impegna tutto l’anno e quando finisce è molto triste perché è un momento di condivisione, tre giorni con persone speciali che ci parlano di fiori, ambiente, nuove possibilità future e di quelle poche che ci rimangono, quindi diamoci da fare“, racconta a TeleAmbiente Ilaria Venturini Fendi.

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“Noi vediamo che l’interesse è sempre maggiore e ci fa piacere che questo tema può essere preso da diversi punti di vista, c’è chi è innamorato delle piante, chi è un esperto botanico, chi appassionato di ambiente e sostenibilità. Diversi modi  per entrare nel tema e vediamo che questo succede sempre più in maniera naturale”, spiega l’architetto Francesco Fornai.

 

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Tra gli incontri con il pubblico quello con Antonio Pascale scrittore, autore teatrale e televisivo nonché agronomo che nel suo romanzo “La foglia di fico” racconta storie di donne, uomini e piante, “gli unici organismi che mettono in comunicazione terra e cielo“.

“Noi siamo dipendenti dalle piante e descrivono un arco. Spesso questo arco è fragile. Quindi cosa c’è di meglio di raccontare questo arco che spesso si flette male e si rompe e che ci rappresenta. Sono storie che mettono in contatto la nostra fragilità con quella ambientale e danno un tentativo di interpretare come attraverso una ferita si può vincere”,  afferma lo scrittore.

 “In questi anni ci siamo illusi che avremmo dovuto pagare un prezzo troppo alto per uscire dai combustibili fossili e dal petrolio. Ora con la guerra ci stiamo rendendo conto che stiamo pagando un prezzo troppo alto per non aver investito nell’autonomia degli approvvigionamenti, dall’altra in una transizione ecologica nella direzione del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. – Marco Cappato di Eumans Sul sito di Eumans si possono firmare  proposte per una pace sostenibile ovvero che sia costruita per durare nel tempo. Quindi in Italia convocare una serie di cittadini estratti a sorte per affrontare il tema dei cambiamenti climatici non lasciando in appalto questo ai partiti che si stanno dimostrando incapaci di affrontare un tema come questo. A livello globale chiedere un prezzo per le emissioni di Co2, quindi spostare le tasse dal lavoro alle emissioni. E in termini politici il federalismo europeo e quindi l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea“.

 

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