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Lago Ex Snia: “Salviamo la biodiversità sotto casa”

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“Noi oggi quello che vogliamo raccontare sono le valenze di quest’area dal punto di vista della biodiversità”, Alessandra Valentinelli, storica.

Obiettivo rigenerazione, non soltanto dei resti industriali ma anche e soprattutto della natura che se lasciata in pace ritrova la strada per riappropriarsi dei luoghi. Il convegno organizzato da Sinistra Civica Ecologista in Campidoglio per un futuro ecologico dell’ex SNIA di Roma” mira a fare il punto sulla necessità di completare il processo di tutela dell’area che si trova attorno al laghetto sorto accanto all’ex SNIA.

Se infatti il lago è stato dichiarato monumento naturale, l’area adiacente non è ancora stata protetta sebbene la Regione Lazio abbia promesso un decreto per ampliare l’area protetta, decreto mai firmato dal presidente uscente Zingaretti. Storici, naturalisti, filosofi ed etologi sono concordi nel ritenere il laghetto della SNIA un esempio di biodiversità sotto casa. Da proteggere e da esportare in altre zone della città con le stesse potenzialità.

Alessandra Valentinelli, storica, ha dichiarato a TeleAmbiente: “L’attuale situazione è che è stato rilasciato un permesso a costruire che prevede un polo logistico nella zona dei ruderi adiacenti al monumento naturale. Questo mentre la Regione stava completando l’iter di allargamento. Noi oggi quello che vogliamo raccontare sono le valenze di quest’area dal punto di vista della biodiversità, dei servizi climatici che quest’area offre così com’è. Con l’auspicio che questo permesso venga fermato.”

Alessandro Luparelli, consigliere capitolino di Sinistra Civica Ecologista, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Spero che in tempi molto stretti riusciremo ad approvare un atto che va nella direzione che impegni la Regione a chiudere l’iter per la salvaguardia di tutta l’area”.

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