Una storia che colpisce, ma che in fondo è molto più comune di quanto si possa pensare.
Boss in incognito, la trasmissione di Rai 2 condotta da Max Giusti è tornata in onda e continua a riscuotere un discreto successo di pubblico. Il format, d’altronde, è molto interessante: un dirigente o un proprietario di un’azienda, senza farsi riconoscere, vive almeno una giornata di lavoro insieme ai dipendenti. Scoprendo così i segreti del mestiere e le storie personali dei lavoratori.
La nuova puntata di Boss in incognito andrà in onda questa sera alle 21.20, ma in quella scorsa c’è stata una storia che colpisce particolarmente. Quella di Gianluca, che lavora nell’azienda dolciaria Dolceamaro di (Isernia) da oltre 12 anni, ma è ancora precario. Al suo datore di lavoro sotto copertura, Claudio Papa, Gianluca racconta infatti di aver iniziato la sua avventura nell’azienda tramite una cooperativa. E che solo dopo 12 anni, nell’estate scorsa, aveva ottenuto un contratto di apprendistato con la possibilità di essere assunto a tempo indeterminato a partire dal 2024.
Una storia che poi va ad aggiungersi alla delicata vicenda umana di Gianluca: lavoratore instancabile e appassionato, volontario del 118 e dei vigili del fuoco, padre separato che soffre la lontananza dal figlio di 8 anni che vive in un’altra regione. Tutto questo, però, rischia forse di far sfuggire un punto: la normalizzazione del precariato selvaggio sulla Rai.
Sia chiaro: nessuno mette in dubbio la legalità della posizione lavorativa di Gianluca. D’altronde, c’è un insieme particolarmente intricato di leggi varie che consentono alle cooperative di far lavorare i dipendenti come precari per lunghissimi anni. Ma resta il fatto che, sulla tv di Stato pagata con le tasche degli italiani, ci si aspetterebbe qualcosa di più rispetto ad un’accettazione passiva di situazioni lavorative sempre più insostenibili. Specialmente per un padre di famiglia che deve affrontare il peso, economico ed emotivo, di una separazione.


