“Con Santo Patrono abbiamo voluto visualizzare il problema ambientale di Taranto, rendendolo un mostro”. Il cortometraggio di Antonio Cofano prodotto da Yellow.

“Santo Patrono” L’ex Ilva di Taranto diventa un mostro. Il cortometraggio prodotto da Yellow

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“Con Santo Patrono abbiamo voluto visualizzare il problema ambientale di Taranto, rendendolo un mostro”. Il cortometraggio di Antonio Cofano prodotto da Yellow.

Si sono concluse a Taranto le riprese di “Santo Patrono”, il nuovo progetto firmato dalla casa di produzione Yellow. Il cortometraggio, vincitore del bando Apulia Film Commission e già selezionato presso prestigiosi festival internazionali come lo Shorto e il Clermont-Ferrand, nasce dall’esperienza personale del regista Antonio Cofano, tarantino di origine e miscela i riti della tradizione pugliese in un dispositivo
narrativo capace di unire realtà e allegoria per offrire una riflessione potente sul rapporto tra identità collettiva e le ferite ambientali del territorio.

“Santo Patrono”: la nascita del concept

Il progetto nasce dal percorso personale del regista, tarantino di origine e oggi socio fondatore di Yellow. Cresciuto in una città dove la bellezza del mare convive con l’impatto ambientale dell’acciaieria industriale, Antonio Cofano sceglie di raccontare questa contraddizione attraverso il linguaggio del mito, trasformando la festa patronale di San Cataldo in una potente allegoria contemporanea.

Con Santo Patrono abbiamo voluto visualizzare il problema ambientale di Taranto, rendendolo un mostro. – racconta Antonio Cofano – Taranto è una bellissima città sul mare. Ma è anche sede dell’acciaieria più inquinante d’Europa. Le Nazioni Unite hanno ufficialmente inserito Taranto nell’elenco delle ‘zone sacrificali’ del mondo. Quando cresci lì, impari presto che il colore rosso del tramonto non è romantico, ma è polvere di ferro che fluttua nell’aria. E da quel rosso, da quella bellezza tossica, è nata l’immaginazione visiva del film. Così mi sono chiesto: come posso far capire davvero alla gente cosa significa vivere lì?

“È allora che ho pensato alla Festa del Santo Patrono. –  prosegue Cofano – La situazione in cui viviamo è così strana che ho deciso di raccontarla utilizzando due generi diversi: all’inizio il cortometraggio sembra un documentario, ma a poco a poco si trasforma in un
film fantasy, che termina con un grande colpo di scena finale.”

 

 

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Dal rito alla storia: trama e visione narrativa

Protagonista del film è Giancarlo, documentarista in cerca di riscatto, che decide di seguire il lavoro di Anna, una giovane carismatica che partecipa al concorso dei carri allegorici con un progetto sostenibile realizzato con materiali di riciclo. Intorno a loro, la città si prepara alla festa, ma la tensione cresce e il confine tra celebrazione e ossessione si assottiglia sempre di più.
“Non è solo fantasia” conclude il regista. “È un simbolo di ciò che la città ha scelto di non vedere. Santo Patrono è nato dalla sconfitta della mia generazione, dalla nostra incapacità di trovare una vera soluzione a questo tipo di problema.”

La storia culmina in una processione sul mare che si trasforma in un rituale simbolico, dove il sacrificio non è più metafora, ma rappresentazione di ciò che la comunità non riesce o non vuole vedere.

“È un racconto che unisce sguardo autoriale e responsabilità culturale, – sottolinea la socia Tosca Ghilardi  – in perfetto stile Yellow racconta lo straordinario nell’ordinario, riprendendo da un punto di vista insolito una situazione purtroppo comune a molti territori in cui la tensione tra progresso e comunità diventa materia narrativa”.

Crediti
Regia: Antonio Cofano
Sceneggiatura: Antonio Cofano, Luca Vassalini
Produzione: Yellow
Con il supporto di: Apulia Film Commission

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