Secondo i ricercatori della Southern Cross University, ben 7.000 megattere sono morte nell’Oceano Pacifico settentrionale a causa dei cambiamenti climatici.
Sempre meno megattere nell’Oceano Pacifico settentrionale a causa dei cambiamenti climatici. A lanciare l’allarme sono stati gli scienziati della Southern Cross University, in Australia, dopo avere monitorato i giganti del pianeta Blu residenti negli ecosistemi sommersi del territorio. Proprio qui i ricercatori, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista “Royal Open Science“, hanno registrato un crollo della popolazione dei mastodontici animali, da 33.500 a 26.600 esemplari, tra il 2014 e il 2016. Ben 7.000 megattere, pari al 20% di tutti i cetacei stimati, sono decedute a causa delle conseguenze delle temperature marine sempre più bollenti. Sì, perché le balenottere, che non riescono più a portare a termine le gravidanze, ingeriscono più plastica che krill. E così, in mancanza di cibo, gli animali considerati indicatori biologici degli habitat oceanici muoiono di fame. Una vera e propria tragedia, dunque, non solo per gli ambientalisti, ma anche per la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta Terra.
Did a marine heatwave cause 7,000 humpback whales to starve to death? https://t.co/nMYGCtIOsG
— Guardian Environment (@guardianeco) February 28, 2024


